Relazione clandestina con la giudice, imprenditore di Pomigliano nei guai


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Avvio soft dell’udienza preliminare nata dall’inchiesta su un presunto sistema di corruttele imbastito all’ombra dei Palazzi di via Brenta. Sono tre gli imputati insospettabili: Marcella Scarciglia, 45 anni, di Veglie, giudice onorario della seconda sezione del Tribunale Civile di Lecce; Amedeo Donno, 49 anni, di Sogliano Cavour, cancelliere nei palazzi di via Brenta, (da agosto sottoposto ad una misura interdittiva) e Franco Serra, imprenditore di 74 anni di Pomigliano d’Arco ma residente a Gallipoli, legato a doppio filo nell’inchiesta per il suo legame sentimentale con la got leccese. Proprio la figlia e la moglie dell’imprenditore, con l’avvocato Luigi Suez, hanno presentato richiesta di costituzione di parte civile nei riguardi di Serra e del got. Questo perché, secondo quanto dovrà accertare il processo, il giudice avrebbe favorito Serra nella causa civile relativa a un complesso immobiliare adibito a ristorante-pizzeria di cui la moglie e la figlia risultavano essere le locatarie. Con una sentenza pubblicata il 30 giugno 2017 e interessandosi al procedimento anche nella fase d’appello sempre a favore di Serra, la giudice avrebbe ottenuto la promessa di una compartecipazione ai proventi dallo stesso complesso. Da qui la denuncia delle due donne e la scoperta di almeno 500 messaggi tra il proprio congiunto e la giudice il cui contenuto non lasciava spazio all’immaginazione.



I giudici del Tribunale di Potenza (competente per reati contro giudici salentini) si pronunceranno sull’ammissione delle persone offese il 26 marzo quando la principale imputata, tramite i propri avvocati Giuseppe Corleto e Antonio Malerba, potrebbe avanzare richiesta di riti alternativi. In giornata, infatti, l’udienza preliminare non è andata avanti per alcuni difetti di notifiche del decreto di fissazione. Le accuse mosse agli imputati, a vario titolo, sono di corruzione in atti giudiziari e concussione. Il perno principale dell’intera inchiesta verte sulla presunta mazzetta che un grafologo avrebbe consegnato alla got per garantirsi la nomina di nuovi incarichi. Consegna seguita in diretta dagli agenti di pg della polizia di stato che arrestarono la donna (ora libera) nel giugno del 2018. Il tutto sarebbe avvenuto con la presunta complicità del cancelliere della got. A completare il collegio difensivo, gli avvocati Carlo Congedo e Ubaldo Macrì (per Donno) e Raffaella Donadio (per Serra).

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