Omicidi irrisolti e bombe, l’Antimafia: «Brusciano è una polveriera di camorra»


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Il comune di Brusciano è stato teatro di ripetuti atti intimidatori (esplosione di colpi d’arma da fuoco, bombe carta e incendi) nonché di un omicidio in pregiudizio di un venditore ambulante, deceduto il 22 aprile 2019, in seguito alle ferite riportate nel corso di un agguato del 24 marzo precedente. I gravi episodi evidenziano le tensioni in atto sul territorio, dove il clan Rega si è trovato a contenere le spinte centrifughe di un gruppo di fuoriusciti. Uno dei componenti di vertice del sodalizio risulta tra i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare del mese di febbraio, che ha riguardato una serie di estorsioni, consumate tra dicembre 2018 e aprile 2019, ai danni dei titolari di una pescheria di Brusciano. A confermare il clima di violenza, l’aggressione, con lanci di pietre, avvenuta nel mese di febbraio, di vari amministratori comunali mentre si trovavano in una area denominata “ex legge 219”, verosimilmente ad opera di vedette addette al controllo di una piazza di spaccio. In quella zona, a marzo, i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato proiettili di vario calibro, alcuni ordigni rudimentali completi di inneschi, occultati nelle cantine di uno degli stabili condominiali ispezionati il successivo mese di aprile un ordigno ha causato il danneggiamento di alcune vetrate e di diversi veicoli in sosta.



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