Malore nel Vesuviano, Rosa muore a 19 anni aspettando l’ambulanza


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La notizia è di quelle che sprofonda nel dolore l’intera città. Rosa Abbate aveva solo 19 anni: è morta per cause inspiegabili. Pare sia stata colpita da una crisi respiratoria. Ma forse avrebbe potuto salvarsi se un’ambulanza del 118 fosse giunta in tempo per prestarle i soccorsi. La tragedia è avvenuta ieri intorno alle ore 12,30, in via Principe dei Liguori a San Giorgio a Cremano. La ragazza è figlia del titolare di un conosciuto locale bar della città, in piazza Mazzini. La sua improvvisa morte, dopo l’attesa di un’ora dei soccorsi dell’Asl, che i familiari della ragazza avevano allertato tempestivamente, suscitato disperazione e rabbia da parte dei genitori di Rosa, al punto che sul posto, dove si sono assembrati altri familiari della sventurata ragazza, sono dovuti intervenire Vigili urbani e carabinieri per sedare gli animi. L’accusa dei familiari della ragazza è che la lunga attesa dell’ambulanza abbia inciso sulla possibilità di salvare la ragazza.



Sono due le ambulanze giunte sul luogo della tragedia, ma solo dopo un’ora dalla prima chiamata: una da Marigliano e l’altra da Napoli, un’Asl che nulla ha a che vedere con la territorialità di San Giorgio a Cremano che afferisce all’azienda sanitaria locale Napoli 3 Sud. La vicenda avrà pertanto uno strascico giudiziario – se ne sta occupando anche la magistratura – che però non restituirà ai suoi familiari quella ragazza dal volto d’angelo che era Rosa Abbate. Di lei si sa che si era sottoposta ad alcuni interventi per perdere peso. E anche di recente ne avrebbe subito uno. Ma il suo decesso, avendo avvertito una forte crisi respiratoria, si ipotizza che possa essere stato determinato da uno shock anafilattico. La ragazza si è sentita male intorno alle ore 11.30 di ieri e la mamma si è subito accorta che la figlia stava sempre peggio. Distesa sul letto hanno atteso i soccorsi. «L’ambulanza – raccontano gli abitanti – è arrivata dopo circa un’ora. La ragazza sembrava ancora viva quando sono arrivati i soccorsi». Il magistrato, nel primo pomeriggio, ha liberato la salma, decidendo di non procedere con l’autopsia.

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