L’Antimafia: «La morte del boss Fabbrocino non ha indebolito il clan vesuviano»


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Torna la relazione semestrale della Dia e per l’area vesuviana ricalca la mano sul clan Fabbrocino, dove la morte del fondatore sembra non avere scalfito per nulla potenza della cosca. L’Antimafia scrive: «L’area vesuviana è stata interessata da alcuni importanti eventi che, tuttavia, non ne hanno rimodulato gli assetti criminali: ad aprile 2019 è deceduto a Parma, per cause naturali, lo storico fondatore del clan Fabbrocino, detenuto dal 2005. Il boss detto “O’ Gravunar” era stato uno dei promotori della Nuova Famiglia, cartello camorristico nato alla fine degli anni ’70 per contrastare la supremazia criminale acquisita dalla Nuova Camorra Organizzata che faceva capo alla famiglia Cutolo, contrasto che si risolse, dopo una sanguinosissima faida, a favore del primo cartello».



E ancora: «La famiglia Fabbrocino di San Gennaro Vesuviano, nonostante la lunga detenzione dello storico capo clan, ha mantenuto la sua influenza criminale che si estende anche a Nola, Ottaviano, Palma Campania542 e San Giuseppe Vesuviano». Insomma, il clan continua ad espandersi ed a mostrate la propria forza sul territorio, senza contare gli investimenti che continuerebbe a compiere fino al Settentrione d’Italia.

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