Il tecnico del Comune di Ottaviano Santelia e gli altri indagati inguaiati dal pentito cutoliano


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C’è un gruppo di collaboratori di giustizia che ha permesso di ricostruire il sistema corrotto che garantiva alla camorra imprenditrici di fare affari nel settore dell’edilizia e non soltanto nel territorio di Marano. A parlare è stato Salvatore Izzo, storico affiliato ai Polverino, che ha chiarito come la cosca reinvestiva i soldi del traffico di droga nella speculazione edilizia e in particolare come i boss riuscivano a ottenere il controllo delle aziende. A parlare è anche Salvatore Speranza, ’o sergente, capozona a Qualiano dei Nappo, legati alla Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo. Poi c’è Massimo Tipaldi, che più di ogni altro svela i legami con l’ex sindaco Mauro Bertini. Nel procedimento è stato sospeso il tecnico comunale di Ottaviano, l’architetto Armando Santelia (nella foto), all’epoca dei fatti al Comune di Marano. Chiaramente per l’architetto come per tutti gli altri indagati, accusati di associazione esterna, vale la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio, così come le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia vanno confermate in sede di dibattimento.



Parla anche un altro ras dei Polverino, Domenico Verde, che aveva affiancato il boss nel narcotraffico con la Spagna che ricostruisce come avviene il riciclaggio dei soldi guadagnati con la droga attraverso i palazzinari. E parla esplicitamente dei Simioli, protagonisti di questa inchiesta. Importanti anche le dichiarazioni di Biagio Di Lanno, collaboratore di Sabatino Cerullo “Ciccio pertuso”, luogotenente di Giuseppe Polverino. Di Lanno era uno degli addetti alla raccolta del pizzo proprio dalle ditte edili che lavoravano sul territorio, ma anche dei carichi di droga. Poi c’è Giuliano Pirozzi, dell’area giuglianese, fiduciario dei Mallardo che parla della vicinanza dell’ex sindaco Bertini con l’imprenditore D’Anania e dell’ascesa politica del rappresentante di Rifondazione comunista grazie all’intervento dei clan Nuvoletta e Polverino. Fondamentali anche le dichiarazioni di Roberto Perrone esponente apicale dei Polverino, responsabile dell’arrivo dei carichi di hashish e del riciclaggio dei soldi sporchi fatti con la droga.

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