I TESORI VESUVIANI Masseria Tufano a Saviano, 30 reperti già emersi durante i lavori per il gas


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Nel nolano, da qualche mese, si scava per portare alla luce un’altra importante tomba sannita, mentre del villaggio preistorico, al confine tra Saviano e Piazzolla di Nola, rinvenuto negli anni Ottanta, tardano gli approfondimenti nonostante, da lì, siano venuti alla luce oggetti unici. Infatti erano in corso i lavori per realizzare un impianto per il gas nei pressi di Masseria Tufano quando, nel posizionare un serbatoio, a circa sei metri di profondità, spuntarono una capanna e dei reperti che, intercettati, furono portati nei depositi della Sovrintendenza archeologica di Nola. Attualmente una parte di essi è esposta nella stanza numero due nel Museo Archeologico di Nola. Di certo questa zona si autodefinisce posizione strategica nel periodo del Bronzo Antico, tra i villaggi di Nola e di Longola da un lato, Ottaviano dall’altro.



I reperti portati alla luce erano circa una trentina, soprattutto vasellame, uno in particolare molto grande e alla base incenerito: serviva per cuocere alimenti per molte persone e occupa, in bella mostra, un’intera vetrina museale. Solo con scavi sistematici si può capire se ci fossero stati tra i vari villaggi continuità o collegamenti stradali. In sintesi: il Somma-Vesuvio ha raso al suolo vasti territori, nel corso dei secoli, ma ha pure gelosamente conservato tracce, veri tesori vesuviani. E la minaccia di perdere tutto incombe perché in molte zone manca il vincolo archeologico e si continua a costruire, cementificando! *Biologo naturalista

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