È allarme smog nel Nolano ed a Pomigliano: «Qui la peggiore aria d’Italia, ecco cosa fare»


932

Predisporre un piano traffico cittadino con ampie aree a “zona traffico limitato”; Disincentivare l’uso di impianti di riscaldamento a gasolio e biomasse promuovendo controlli periodici e stringenti alle caldaie, ai camini e ai forni degli edifici pubblici e privati; Esigere un capillare e continuo controllo dagli enti preposti delle emissioni in atmosfera delle attività industriali; Controllare in modo adeguato e periodico i cantieri edili pubblici e privati ed i progetti di ricomposizione e riqualificazione ambientale delle cave di Polvica e Casamarciano secondo i tempi prescritti dal Prae. Sono 4 dei 15 punti misure proposti «che possono essere messe in atto sui singoli territori cittadini e promosse anche dall’attuale amministrazione comunale di Nola che sembra mostrare sensibilità e volontà ad affrontare il problema». A scendere in campo, ancora una volta, sono i medici dell’Isde Nola-Acerra, che sono stati “sentiti” dalla Commissione Ambiente presieduta da Francesco Pizzella sul tema dell’inquinamento atmosferico da polveri sottili. Da anni – spiegano i medici – l’area nolana è sottoposta ad un notevole grado d’inquinamento atmosferico prodotto principalmente dalla presenza eccessiva di polveri sottili nell’aria (PM 10 e PM 2,5). «Pur non essendo la nostra città sede di una centralina dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale per il monitoraggio della qualità dell’aria, la specifica rete regionale Arpac con le attuali 38 centraline funzionanti è diffusa ed organizzata nei vari territori in modo da dare indicazioni valide estensibili alle varie realtà comunali della Campania». Nell’agro nolano per il vero sono presenti centraline a San Vitaliano, Pomigliano d’Arco, e Acerra, mentre un’altra centralina Arpac è presente a Tufino per monitorare la qualità dell’aria in prossimità dell’impianto Stir di trattamento rifiuti, rientrante nella rete Arpac delle 10 centraline che monitorano l’aria in vicinanza degli impianti di trattamento rifiuti. Nello specifico quella di San Vitaliano è al centro di una “area vasta” di circa 150mila abitanti, comprendente non solo Nola, ma anche altri comuni identificabili con quelli serviti dall’Agenzia area nolana. I valori della qualità dell’aria da essa indicati sono estensibili all’intera area. Ed ecco le note dolenti, i dati scientifici: Arpac attesta che negli ultimi cinque anni (dal 2015 al 2019) la centralina di San Vitaliano segna, anno dopo anno, il maggior numero di sforamenti del limite massimo giornaliero consentito di PM 10 (cioè 50 ug/m.c.) «non solo dell’intera rete regionale dell’Agenzia, – denunciano i medici – ma, a ben guardare, dell’intera Italia. Precisamente 125 sforamenti nel 2015, 79 l’anno dopo, 114 nel 2017, 121 nel 2018. Quindi 115 nel 2019. Nell’anno in corso? Siamo già a 12 sforamenti.



Vuoi restare sempre aggiornato sulle notizie della tua città? Iscriviti al nostro servizio Whatsapp CLICCA QUI PER SCOPRIRE COME FARE


SHARE