La Dia nella sua relazione traccia uno scenario dei clan più potenti della zona vesuviana. A Torre Annunziata sono presenti i clan Gionta – collegato ai sodalizi D’Alessandro di Castellammare di Stabia e Nuvoletta di Marano – e Gallo che, nonostante una contrazione degli organici, continuano a esercitare un ruolo di rilievo sul territorio, concentrando gli affari criminali soprattutto sulla gestione delle piazze di spaccio, avvalendosi delle nuove generazioni. Dall’operazione “Ares”, del mese di maggio, coordinata dall’AG di Bari, che ha riguardato alcuni gruppi criminali operanti nella provincia di Foggia sono emersi contatti tra due pregiudicati affiliati al clan Gionta e soggetti legati alla cosca Nardino di San Severo (FG), che in più occasioni si sono recati in Campania per ritirare dai referenti dei Gionta partite di droga. Altri sodalizi locali sono la famiglia Paduano, legata al gruppo Gionta, appellatasi come “Terzo Sistema”; i clan Tamarisco, alias “Nardiello”, Chierchia, alias “Fransuà”, operativo nella zona c.d. della Provolera, e Venditto, alias “Bicchierini”, gli ultimi due legati ai Gionta; De Simone, alias “Quaglia Quaglia”, dedito, al pari degli altri sodalizi, al traffico internazionale di stupefacenti. La rilevanza che i traffici di stupefacenti rivestono per i suddetti clan è confermata da un’operazione della Guardia di finanza che il 19 giugno 2019 si è conclusa con l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti degli appartenenti ad un’organizzazione di trafficanti che operava tra Napoli e Roma, con ramificazioni in Albania. L’indagine è scaturita da una precedente attività, a conclusione della quale, nel 2016, era stato sgominato un traffico internazionale di cocaina sull’asse Torre Annunziata-Napoli-Sud America, che faceva capo alla famiglia Tamarisco. In quel contesto emergeva che i Tamarisco avevano acquistato una partita di hashish da soggetti di etnia albanese tramite un intermediario napoletano. Le successive attività di indagine hanno fatto luce su questa seconda organizzazione criminale, oggetto del più recente provvedimento cautelare, particolarmente attiva nell’importazione dall’Albania e dalla Turchia di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, principalmente eroina e marjuana, destinate ad alimentare le piazze di spaccio della zona oplontina. L’associazione era composta da cittadini albanesi e da soggetti napoletani, tra i quali anche il cognato del capo del clan Tamarisco. A Boscotrecase e Trecase è operativo il clan Gallo-Limelli-Vangone, con proiezioni anche a Boscoreale, comune quest’ultimo dove permane la presenza dei sodalizi Annunziata-Aquino, Visciano e Pesacane.