Camorra vesuviana, l’Antimafia: «Accordi con la ‘ndrangheta e armi dall’Austria»


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Le organizzazioni criminali dell’area tra Torre Annunziata, Pompei, Castellammare e Ercolano sono state più volte colpite dall’esecuzione di provvedimenti cautelari, molti dei quali hanno riguardato i gruppi di maggiore forza militare ed economica. Tuttavia, il decennale radicamento sul territorio, unito a una politica di alleanze con sodalizi altrettanto strutturati, ha consentito loro di mantenere inalterato il controllo nelle zone di influenza, come documentato dall’operazione “Olimpo”, conclusa nel dicembre 2018, che ha riguardato i gruppi D’Alessandro, Cesarano e Afeltra-Di Martino. La frammentazione che interessa anche i sodalizi locali non impedisce loro di rifornirsi, dagli stessi canali, di droga e armi. Al riguardo, il 16 marzo 2019, i Carabinieri hanno eseguito il fermo di indiziato di delitto555 nei confronti di numerose persone, italiane e austriache, coinvolte, a vario titolo ed in concorso tra loro, in una continuativa introduzione in Italia, di armi da fuoco di vario calibro, anche da guerra provenienti dall’Austria (distretto di Völkermarkt). Le armi erano destinate a rifornire diversi clan camorristici operanti nei comuni di Torre Annunziata, Ercolano, Acerra, Castello di Cisterna, Napoli e la cosca ‘ndranghestista Pesce-Bellocco di Rosarno, a Reggio Calabria.



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