Una piazza per il sindaco ucciso dalla camorra di Cutolo


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«C’è una volontà politica oltre che istituzionale nell’intitolare una piazza a Marcello Torre». Lo ha detto Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, in occasione dell’intitolazione dello slargo davanti al Palazzo di Giustizia a Marcello Torre, avvocato e sindaco di Pagani, ucciso dalla camorra 39 anni fa, per essersi opposto agli interessi della camorra nel post terremoto. «Mafia e camorra non hanno confini – ha affermato – e così nemmeno la lotta mafia e camorra non ne hanno». «Marcello Torre, avvocato e sindaco, si mise contro la camorra che voleva speculare nel post terremoto – ha sottolineato – ha pagato con la morte». «È importante schierarsi – ha concluso – e lui l’ha fatto da libero professionista e da sindaco». «La ‘vera’ verità non ci è ancora stata consegnata, c’è stata una sentenza di condanna a Cutolo, ma non conosciamo ancora il mandante dell’omicidio di mio padre». A parlare è Annamaria Torre, figlia del sindaco di Pagani assassinato.



«La trattativa Stato-camorra non è stata mai del tutto affrontata e il caso Cirillo parla da solo – dice – Papà rientra in questo perché oltretutto la prima Commissione antimafia, presieduta da Violante, disse che l’uccisione di mio padre era stato un omicidio educativo per dire agli altri che se avessero agito come lui, avrebbero fatto la stessa fine». Intitolare la piazza a Marcello Torre, è, nelle parole della figlia «una pietra miliare che dovrebbe smuovere tutte le coscienze». «Ho visto mio padre morire sotto i miei occhi – racconta – la lettera testamento che ha lasciato per me è stata un monito da cui ripartire: ‘Siate degni del mio sacrificio e impegno civilè». Sandro Ruotolo, presidente del Comitato d’Inchiesta del Comune di Napoli sulla camorra, promotore dell’intitolazione, ha evidenziato che Marcello Torre, ucciso dalla camorra per essersi messo di traverso ai loro affari legati al post terremoto, a Pagani, è «un caduto dell’antimafia».

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