Pompei, rapina a pugni e morsi ad una squillo: condannato 44enne


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Prese a pugni e morsi una prostituta per rapinarla: condannato. Era stato arrestato lo scorso febbraio Aniello Amoruso, 44 anni, pregiudicato di Torre Annunziata, con precedenti per reati contro il patrimonio, la persona e gli stupefacenti. L’uomo si era reso responsabile di tentata rapina aggravata ai danni di una donna. Per lui, con rito abbreviato e una richiesta di incapacità processuale rigettata, è arrivato lo sconto di un terzo della pena, ma la condanna a 5 anni di reclusione. Il pm Bianca Maria Colangelo aveva chiesto 10 mesi in più, ma per i giudici del tribunale di Torre Annunziata (presidente di collegio Fernanda Iannone) la condanna giusta era di 5 anni da scontare in carcere, dove si trova dalla notte del suo arresto. Quello di Amoruso fu un raid violento contro la vittima che venne picchiata in strada a Pompei, la notte tra il 1° e il 2 febbraio scorsi. Allertati dalla centrale operativa, i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata riuscirono rintracciare e bloccare immediatamente Amoruso, grazie ad una descrizione dettagliata della vittima, che in caserma lo aveva anche riconosciuto dalle foto segnaletiche. Secondo il racconto, confermato dalle indagini lampo dei carabinieri, il 44enne era entrato in azione in via Plinio, al confine tra Torre Annunziata e Pompei, dove aveva aggredito a pugni e con morsi al volto una cittadina bulgara 26enne, tentando di appropriarsi del denaro dalla donna e desistendo solo a causa del sopraggiungere di alcune autovetture. In mano, per minacciarla, aveva un gancio in metallo, che fu sequestrato al momento dell’arresto. La vittima era stata portata all’ospedale di Boscotrecase, dove i medici le riscontrarono una ferita lacero contusa al 3° inferiore e al facciale destro e ferita lacero contusa alla regione parietale sinistra guaribili in 15 giorni. Il processo è stato celebrato con rito abbreviato, dopo le richieste della difesa di Amoruso, che risultava avere a suo carico precedenti per violenze anche tra le mura domestiche.



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