Una decisione in controtendenza, una novità che potrebbe rendere più specifico e peculiare il Ministero dell’Istruzione. Dopo le dimissioni di Lorenzo Fioramonti, in polemica con il mancato stanziamento di fondi per la scuola, il suo Ministero è stato diviso in due. Per la scuola nominata Lucia Azzolina, mentre per l’università e la ricerca il titolo è andato a Gaetano Manfredi. Nel corso della conferenza stampa di fine anno, Conte ha annunciato la nomina di Azzolina e di Manfredi, comunicando la creazione di un nuovo Ministero. Quello della Università e della Ricerca, appunto, dove il Premier ha selezionato un esperto che più esperto non si può. Il Rettore della Federico II, Gaetano Manfredi. Proprio lui, qualche giorno fa, aveva espresso delusione per quanto contenuto nella legge di bilancio, proponendo invece un piano straordinario per i ricercatori che garantisca nuovi ingressi e rientri dall’estero. Oltre a più risorse per foraggiare le esenzioni delle tasse universitarie per i meno abbienti.

Il nuovo Ministro della Università e della Ricerca è quindi il napoletano Gaetano Manfredi. 51 anni, nato ad Ottaviano, in provincia di Napoli, il prof. Manfredi fa prima studi classici, poi diventa ingegnere, dopo essersi laureato nel 1988 proprio alla “Federico II” con la votazione di 110/110 e lode. Un “fratello d’arte”, visto che suo fratello è in politica, parlamentare del PD. Eppure lui aveva deciso di non seguirne le orme, dichiarando di volersi tenere al di fuori di certe dinamiche. Ma la sua carriera accademica sta procedendo a gonfie vele. Nel 1994 Manfredi ha ottenuto una borsa di studio post-dottorato, poi è stato ricercatore in tecnica delle costruzioni dal 1995 al 1998, diventando professore associato in Tecnica delle costruzioni dal 1998 al 2000, fin quando è diventato professore ordinario. Fino al 31 ottobre 2020 è il Magnifico Rettore dell’Università Federico II di Napoli, nonché presidente della conferenza dei Rettori