«Il supermercato Conad alla Birreria dobbiamo gestirlo noi». È la richiesta estorsiva del clan Licciardi ad un imprenditore attivo nel settore della grande distribuzione. I particolari di quella richiesta sono contenuti nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dagli uomini della squadra mobile a carico dei tre. Nel dispositivo vengono illustrati tutti i passaggi e le modalità attraverso cui gli uomini della Masseria Cardone hanno tentato di portare a termine l’estorsione. A partire dallo scorso febbraio quando Izzo ed Esposito chiedono ad un addetto alla distribuzione che lavora nel centro commerciale di Miano di essere messi in contatto con il responsabile del punto vendita. Il mese successivo al diniego dell’uomo nel volerli incontrare i due iniziano a pedinarlo fino a fermarlo all’interno di un bar posto nella stazione di servizio dell’autostrada A16 nei pressi di Pomigliano d’Arco. È in quell’occasione che uno dei due fa capire chiaramente le sue intenzioni dicendo all’imprenditore che è loro ferma intenzione gestire direttamente il punto vendita. Nonostante le spiegazioni dell’imprenditore che riferisce loro che gli addetti alla gestione sono membri di una cooperativa loro ribattono dicendo di aver già individuato chi farà le loro veci.