I TESORI VESUVIANI: il monumento funerario usato come recinzione a San Gennaro Vesuviano


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Dopo cinquant’anni circa è stato ritrovato, ad opera dell’archeologo Nicola Castaldo, il resto di un importante monumento funerario, utilizzato impropriamente come recinzione di un podere. Di esso fa parte la lastra (metà I sec d.c.) iscritta in calcaree compatto, custodita nel Comune di San Gennaro Vesuviano. L’epigrafe si articola su sette righe: C(aius) Neronius C(ai) F [ (ilius)Fal(erna tribu’]/ Rufus/C(aio)Neronio C(ai) F/(ilio) Fa[ (erna tribù)…]/Rufus/C(aio) Neronio C(ai) F(ilio) Fa/l(erna tribù)…]./ Abuttiae/P(publio) Neronio C(ai F(ilio) Fa/l(erna tribù)….]  /Cassiae Q(uinti) F(iliae) Prim[itivae] /et sibi suisq [ue]. Manca nel titulus l’indicazione di parentela fra il dedicante C Neronius C F Rufus, appartenente alla tribù Falerna e due membri della famiglia, probabilmente figli a lui premorti, C Neronius C F [….] e P Neronius C F[…..]  mariti rispettivamente di Abuttia e Cassia Q F Prim [itiva]. Il rinvenimento della lastra fu occasionale nel 1966, in località Magliacani, durante lo scavo per la realizzazione della vasca Ciccarelli. Nella stessa area furono recuperate anche otto fistulae di piombo.



Questa zona è sempre stata ricca di Storia! Basti pensare che è percorsa da un tratto dell’acquedotto augusteo che portava l’acqua del Serino alla città di Nola. Nelle vicinanze passava la via Popilia che collegava Nola con l’antica Nuceria. Tra Sarno e Palma Campania sono, poi, emersi un Mausoleo e tombe sannite. L’archeologo Nicola Castaldo ci preannuncia altri rinvenimenti interessanti e ci ribadisce, come sottolineato nel suo ultimo libro “Territorio e Archeologia”, l’importanza di creare un Parco Archeologico diffuso nell’agro nolano vesuviano che, se sapientemente messo a regime, potrebbe diventare un volano per il rilancio turistico ed economico dei nostri territori.

*Biologo Naturalista

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