Boscoreale, incubo finito per l’imprenditore: le armi non erano sue. Scarcerato


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Fucile smontato e munizioni nascosti dietro alla statua di Padre Pio: assolto imprenditore boschese. Lo scorso 21 giugno, Carmine Aquino, incensurato di Boscoreale era finito in manette, arrestato dai Finanzieri durante alcuni controlli contro il contrabbando di sigarette. Nella sua abitazione alla periferia di Boscoreale, gli investigatori cercavano tracce di tabacchi e lavorati esteri importati in Italia illegalmente e venduti in alcune rivendite abusive della zona. Tutti gli indizi avevano portato alla villetta di Aquino, che era presente insieme al genero. Al culmine dei controlli, poi, è spuntata una busta alle spalle della statua di Padre Pio che campeggia proprio all’esterno della sua casa tra le località Marchesa e Pellegrini. All’interno della busta, i Finanzieri hanno trovato un fucile smontato a doppia canna e 8 cartucce di calibro 12 che sarebbero servite, poi, per l’utilizzo dell’arma. Visto che la statua votiva si trovava all’interno della sua proprietà, Aquino è stato arrestato per detenzione illegale di arma da fuoco.



Come riporta il quotidiano Roma, assistito dall’avvocato Guido Sciacca, Aquino si è sempre difeso, respingendo ogni accusa. «Quell’arma non è mia, non so di chi possa essere» ha sempre detto. Alla sua tesi aveva creduto anche il pm titolare del fascicolo, il sostituto procuratore Emilio Prisco, che aveva dato parere favorevole alla sua scarcerazione. Per il gip, invece, sussistevano i presupposti per il prosieguo della detenzione in casa. I sospetti degli investigatori, dunque, si erano concentrati su alcuni parenti pregiudicati, ma nel frattempo Aquino era finito agli arresti domiciliari, dove ha atteso la conclusione del processo. Dopo cinque mesi, i giudici del tribunale di Torre Annunziata hanno valutato la sua posizione e lo hanno assolto perché non si è formata la prova durante il dibattimento.

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