‘A Divina Cummeddia, Francesco Sepe da Poggiomarino ha tradotto Dante in napoletano IL VIDEO


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È stato presentato nella Sala “Mariella Cirillo” della sede di piazza Matteotti della Città Metropolitana di Napoli il libro ‘A Divina Cummeddia’, la traduzione del capolavoro dantesco in “lingua napoletana” dell’autore Francesco Sepe. Dopo i saluti iniziali di Angela Iovino, Presidente dell’Associazione “Campania Nova”, e del Senatore Vincenzo Carbone, Consigliere Delegato alla Città Metropolitana, insieme all’autore sono intervenuti Pasquale Santella, docente dell’Università degli Studi di Salerno, ed Ermanno Corsi, già caporedattore del TgR e Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Nel corso della presentazione sono stati letti alcuni brani della Divina Commedia in lingua originale e della traduzione nella lingua napoletana da Gabriella Maiello, regista teatrale, e dal professor Francantonio Santella. La kermesse è stata moderata dal giornalista Carmine Alboretti, già vicedirettore de “la Discussione”.



L’autore, oggi settantasettenne, in tenera età si trasferì con i genitori in Brasile, emigrati a cercar fortuna nei primi anni del secondo dopoguerra. Per cui il piccolo Francesco si trovò, fino all’età adolescenziale, a conoscere solo due idiomi, il napoletano e il portoghese. Rientrato in Italia, a Poggiomarino, in provincia di Napoli, frequentò gli studi classici, e si appassionò a Dante. Da qui l’idea di tradurre l’opera più importante del sommo poeta e della letteratura italiana nella lingua napoletana. Un lavoro molto impegnativo, al quale ha potuto dedicarsi una volta raggiunto il traguardo della pensione, ma che ha impegnato ben 13 anni.

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