Usurai di Pompei e Torre vicini al clan Gionta: le vittime sono decine


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Decine di vittime degli usurai vicini al clan Gionta non hanno ancora denunciato. Sono commercianti o imprenditori di Torre Annunziata e dintorni, come l’unico che ad agosto si è presentato al commissariato oplontino per denunciare alla polizia Vincenzo Visiello, 50enne nato a Torre Annunziata, alias “a rutella”, pregiudicato, e del nipote Gennaro Salvatore Esposito, 38enne nato a Pompei, alias “ò cassuolo”, incensurato.



In poche settimane di indagini, i poliziotti del Commissariato di polizia di Torre Annunziata, guidati dal primo dirigente Claudio De Salvo, hanno arrestato i due presunti usurai. Intercettazioni e soprattutto la denuncia della vittima sono state decisive per incastrare i due, ritenuti vicini al clan Gionta e capaci di muovere anche 100mila euro in contanti, prestati con tassi usurari da paura. La restituzione, ha raccontato la vittima, andava avanti ormai da 10 anni e non aveva ancora permesso di estinguere il debito che continuava a crescere, nonostante i 3500 euro al mese versati e gli ormai 250mila euro già restituiti. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati varie decine di assegni di vario importo di diversi istituti di credito per lo più delle provincie di Napoli e Salerno, sui quali sono in corso accertamenti, varie cambiali e complessivamente oltre 70mila euro in contanti. Gli intestatari degli assegni, dati come garanzia agli strozzini, sono commercianti, imprenditori e liberi professionisti della zona. Ci sono nomi e cognomi, già in possesso degli investigatori, che adesso attendono ulteriori denunce. È chiaro, per gli investigatori coordinati dalla Procura di Torre Annunziata, che il giro di usura era molto ampio e la disponibilità di contanti ne è una prova.

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