«Stop prima assistenza alla Trusso di Ottaviano e alla Santa Lucia di San Giuseppe Vesuviano»


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«Il governatore della Campania Vincenzo De Luca esalta sè stesso e la fine del commissariamento, ma evita di raccontarci i disastri ai quali il sistema sanitario campano andrà incontro di qui a pochi giorni. Dal primo gennaio 2020, infatti, cesseranno le prestazioni di prima assistenza garantite dalle case di cura private accreditate. Di queste, due (la Trusso di Ottaviano e la Santa Lucia di San Giuseppe Vesuviano) si trovano nel territorio vesuviano e svolgono una funzione importantissima garantendo assistenza sanitaria a centinaia di migliaia di persone».  A dichiararlo è il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, che lancia l’allarme su parte del decreto regionale n. 42 del 31/05/2018, adottato dal Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del SSR Campania. Prosegue Capasso: «Con la chiusura dei centri di prima assistenza i cittadini dovranno rivolgersi, anche per casi meno gravi, ai pronto soccorso degli Ospedali civili di Nola e Boscotrecase, già carichi di lavoro e con il rischio di ingolfarsi ulteriormente abbassando la qualità e la tempestività delle risposte, che in qualsiasi pronto soccorso sono condizioni per salvare la vita dei pazienti».



«Inoltre – prosegue Capasso – sempre dal primo gennaio 2020, le Case di Cura non dovranno più sostenere i costi h24 dei servizi medici, infermieristici e diagnostici. Ciò significa che verranno inevitabilmente messi in discussione anche i livelli occupazionali in tali strutture, con un ulteriore danno per un territorio che già soffre fortemente della mancanza di posti di lavoro. Peraltro, la legislazione nazionale e regionale ha disciplinato la necessità di attivare i cosiddetti primi punti di intervento, ma allo stato non li ha ancora individuati». Il sindaco di Ottaviano ha scritto a De Luca, al ministro per la Salute Roberto Speranza, ai sindaci dei Comuni dell’Asl Napoli 3 Sud e ai vertici dell’azienda sanitaria, chiedendo un incontro urgente. «Chiedo a tutte le istituzioni di farsi carico della drammatica questione, prendendo in considerazione la possibilità di rinnovare le prestazioni di Prima Assistenza o di inserire le strutture nella rete del 118», dice Luca Capasso.

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