«I 12 mila percettori del reddito di cittadinanza registrati al Centro per l’Impiego di Pomigliano d’Arco si riferiscono ai comuni di Pomigliano d’Arco, Acerra, Casalnuovo, Castello di Cisterna, Sant’Anastasia e Volla. Quindi i 12 mila percettori sono da rapportare alla popolazione totale dei 6 comuni che è di circa 208 mila abitanti. Ne consegue che i percettori di reddito di cittadinanza registrati al cpi di Pomigliano d’Arco sono circa il 6% della popolazione. Dispiace che chi scrive di politiche del lavoro e di un tema così delicato non abbia avuto l’accortezza di chiedere quali comuni siano serviti dal Cpi di Pomigliano d’Arco o di fare una semplice ricerca su internet dove si evince chiaramente il bacino d’utenza dei Cpi in Campania». È quanto afferma il Ministero del Lavoro, in una nota in cui precisa quanto riportato oggi in una inchiesta del quotidiano “La Stampa”, «in cui non sono riportati in modo corretto alcuni dati». Inoltre, prosegue la nota, «sui navigator in Campania si riporta una notizia ormai superata. La Regione Campania ha dato il via libera all’avvio delle attività dei navigator il 17 ottobre scorso. Inoltre si riporta erroneamente che in Campania ci siano già 654 precari di Anpal Servizi che lavorano nei centri per l’Impiego. Anche in questo caso c’è un problema di numeri. I precari di Anpal Servizi che lavorano nei centri per l’Impiego sono 54 e non 654. La normativa per i progetti utili alla collettività che i comuni possono attivare è stata firmata dal Ministro il 22 ottobre scorso. Non è l’Inail l’ente preposto all’attivazione dei Puc».