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Il Napoli spreca e si accontenta del pareggio: ottavi di Champions più vicini LE PAGELLE

Meret: Spettatore non pagante, non può nulla sul rigore perfettamente battuto dall’attaccante ospite. Voto 6

Koulibaly: Da quel maledetto tocco sbilenco dello scorso 31 agosto non è il giocatore che abbiamo conosciuto; troppo ingenuo il fallo che regala penalty e vantaggio agli austriaci. La partenza di Albiol, una mediana che non fa filtro e una squadra con poco equilibrio, le motivazioni possono essere molteplici, fatto sta che la regressione è spaventosa. Voto 5+

Maksimovic: Pur soffrendo la verve degli avanti avversari, riesce a limitarne la pericolosità. Voto 6

Mario Rui: Il fatto che lo stessimo rimpiangendo, fa intuire il momento ‘tragico’ che stiamo vivendo. Voto 5

Di Lorenzo: Spinge poco nel primo tempo, meglio nella ripresa. Voto 6

Zielinski: Altro esempio di elemento costantemente discontinuo, spreca un’occasione ghiottissima. Voto 5.5

Fabian Ruiz: Troppi errori, anche lui par essersi smarrito. Voto 5.5

Callejon: Un palo che grida vendetta. Voto 6

Insigne: Gioia e dolore di questo Napoli, l’unico che inventa ma anche distrugge con conclusioni che irritano oltremodo. Voto 6+

Mertens: Sottotono. Voto 5.5

Lozano: Finalmente un calciatore, trova il pari ed è spina nel fianco della retroguardia del Salisburgo. Cala nella ripresa. Voto 7-

Luperto: A tratti imbarazzante. Voto 5+

Llorente: Quel colpo di testa sparato a lato, da buona posizione, fa scender in terra metà Olimpo. Voto 5.5

Milik: Quel tiraccio dal limite dell’area in pieno recupero, fa scender in terra l’altra metà dell’Olimpo.

Ancelotti: L’azione del loro rigore che parte da un rinvio ‘ciccato’ del loro portiere, il palo interno di Callejon e la rocambolesca parabola sul tiro-cross (sbagliato) di Insigne: traversa – testa portiere – angolo. Tre momenti che fotografano l’attuale situazione balorda della stagione del nostro Napoli, che paga una imprecisione sotto porta diventata fastidiosa e pericolosa. Deve iniziare a girarci, dobbiamo (ri)cominciare a credere nelle nostre possibilità, lavorando sulla mente/psiche e poi sugli aspetti tattici che, in questo momento, sembrano però di ‘secondaria’ importanza, laddove collezioni tanto ma puntualmente non concretizzi. Si tiene in vita il discorso qualificazione, un dato che potrebbe avere ripercussioni anche sul cammino, già in ripidissima salita, in campionato; ma ora solo una è la parola d’ordine: vincere e riprendere convinzione e morale.

Arbitro: Voto 6

Salisburgo: Compagine che abbiamo imparato a temere ed ‘apprezzare’ in questi 180 minuti.

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