Home Notizie Da Sciusciante la mostra contemporanea “Terre Late”: via a “Sciusciarte”

Da Sciusciante la mostra contemporanea “Terre Late”: via a “Sciusciarte”

Sciusciarte mostra di arte contemporanea dal dentista parte il 19 novembre e durerà fino al 31 dicembre. Insomma, il noto locale Sciusciante in via Sarno a Ottaviano, nei pressi dell’uscita di Palma Campania, diventa mostra d’arte. Si parte davanti alle opere “Terre Late” di Giacomo Faiella dove ci si pone come osservatori/osservati, traduttori/tradotti, indagatori/indagati. Tutto si risolve con “la contemplazione” o con la parvenza di essa. Il fulcro rimane l’occhio che diventa l’ultimo atto, quello del non vedere o del vedere per assiomi. Le opere di assommano per forma, la forma che rigetta la materia e che a sua volta si sgretola agli occhi ed ai suoi colori. Si rianima di nuovo tutto, il senso di una forma sfinita e smaterializzata che non si esaurisce, impazza come la panna e di nuovo rivive nei colori. Il colore, infine, è quello che si sforma e non verrà mai più ricontemplato.

La curiosità, a questo punto, diventa lecita, ma chi è Giacomo Faiella, l’autore di questi dipinti ed a quale corrente appartiene, se di corrente vogliamo parlare? Ricollegandolo alla cronaca o all’aspetto storico, ritroviamo che Giacomo Faiella è uno degli ultimi patafisici, un “cartografo utopico” che unisce la memoria e lo spazio insieme tra energia e dissenso. Una realtà, la “sua” che va attraversata in “Late”, nel tardo e nel ritardo dell’osservazione. Come Marcel Duchamp riuscì a far allenare gli occhi dell’osservatore con il grande vetro che non può essere attraversato ad occhio nudo, se non bendati e poi aperti alla luce. Giacomo Faiella, nel suo piccolo, cerca di provocare la stessa conseguenza a chi guarda attraversando “L’utopia”. In fondo l’arte è un’(Utopia Reale) che cerca in tutti i modi di cambiare le forme, i paesaggi, lo spazio, perimetro per perimetro, centimetro dopo centimetro. Ecco perché davanti alla pittura di Faiella ci si scontra con le emulsioni delle croste terrestri. Il mare che si unisce al vento, alle esplosioni del verde marcio, ad aurore boreali che riconfermano nuove terre che non sono più umide ed adulterate; esplodono dall’esterno senza arrendersi. Le sue opere sono cartografie che servono solo ai ciechi che sanno vedere quello che è nascosto al cuore ed all’anima.

Exit mobile version