Le Iene a Sant’Anastasia: giro illegale d’affari sui vestiti dati in beneficenza


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Un servizio che sta facendo molto discutere è andato in onda domenica su Italia 1 durante la puntata domenicale de “Le Iene”. E c’entra anche Sant’Anastasia. Luigi Pelazza ha deciso di far luce sul giro d’affari creato attorno ai vestiti usati, capi che in teoria andrebbero recapitati alle famiglie bisognose ma a quanto pare non è proprio così. Tutto parte da qui cassonetti gialli rintracciabili, da nord a sud, in più o meno tutte le città, e che si pensa siano di proprietà della Caritas. In realtà questi contenitori non sono di loro competenza, appartengono a cooperative sociali o aziende private che mettono il logo della Caritas ma le restituiscono solo una piccola percentuale dei loro guadagni. I vestiti che buttiamo non vengono quindi distribuiti gratuitamente; al contrario. Vengono rivenduti creando, così, un vero e proprio giro d’affari.



Per provare questo, la redazione de Le Iene, ha inserito un GPS all’interno di una borsa poi depositata in uno di quei cassonetti, e ne è conseguito che gli addetti caricano i vestiti usati su un camion per poi portarli nei magazzini della cooperativa di un comune vicino Milano. Qui rimangono tre giorni per poi ripartire in direzione Sant’Anastasia, Napoli, dove restano per quattro settimane, prima di ripartire verso Maddaloni, in provincia di Caserta, nell’azienda dei F.lli Esposito, realtà imprenditoriale che si occupa della gestione degli indumenti usati che poi rivende in diverse parti del mondo.

Nel servizio di Pelazza, una persona si è finta un grossista albanese interessato all’acquisto di abiti usati. In questo modo si è desunto che i vestiti vengono comprati dalle cooperative che si muovono insieme alla Caritas e vengono rivenduti al chilo non a pezzo, come si dovrebbe fare. Tali indumenti vengono acquistati a quaranta centesimi al chilo per poi essere rivenduti dai tre ai cinque euro al chilo, a seconda della qualità dei vestiti che compongono quel chilo, perché tra i capi usati ci sono anche indumenti quasi nuovi.

 

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