I TESORI VESUVIANI: La lapide nel Castello di Ottaviano, ma non tutto fila liscio


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Basta recarsi nei giardini dell’antico maniero ed osservare un’importante lapide marmorea, crollata, della famiglia Fismio, Gens Ottavia che abitava in quel luogo. L’epigrafe sepolcrale è formata da un grosso blocco quadrangolare, contornato sui lati e sulla front daun fregio vegetale entro il quale si legge su cinque righe il testo: SEX FIRMIO/ANTHIO/ET FIRMIAE/NAIDI/ET SUIS. Il Castello è situato tra due ville romane, quella del Papiglione e quella della Trofa, ancora sepolte sotto il lapillo.



Nonostante diverse segnalazioni, sollevate alcuni mesi fa, la lapide giace ancora lì, a terra, con diversi frammenti sparsi intorno ad essa. Attualmente è l’unico reperto archeologico rimasto sul territorio a testimonianza della millenaria storia della città alle falde del Vesuvio. Da sottolineare che nell’area vesuviana qualche timido segnale positivo si intravede per la Villa Dionisiaca di Somma Vesuviana, il Villaggio Preistorico di Poggiomarino e per finire il Museo Civico di Terzigno. Pochi cittadini e poche associazioni culturali ottavianesi si battono perché Ottaviano ospiti i suoi reperti, distribuiti in diversi Musei e depositi. Servono impegno e fervore per augurarsi un maggiore sviluppo culturale e soprattutto turistico.

*biologo naturalista

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