Ergastolo ostativo, l’Ue vuole i permessi-premio: può sperare anche Cutolo


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Anche il superboss Raffaele Cutolo della Nco nata ad Ottaviano ripone qualche speranza su quanto sta facendo l’Unione Europa. Si saprà oggi, infatti, se spetterà alla Corte europea dei diritti dell’uomo dire l’ultima parola sul cosiddetto ergastolo ostativo. La misura detentiva più dura tra quelle previste dall’ordinamento italiano si applica a chi è colpevole di reati che prevedano il carcere a vita, come l’omicidio, aggravati da associazione mafiosa o terrorismo, in assenza di collaborazione con la giustizia. La pena vieta, a chi ne è colpito, qualsiasi beneficio penitenziario o “sconto” per buona condotta o altro. La richiesta di riforma è arrivata dalla Corte nel giugno scorso, a seguito del ricorso presentato dall’ergastolano di mafia Marcello Viola.



Modificare l’ergastolo ostativo, sottolinea il ministro della Giustizia Bonafede, sarebbe «un errore gravissimo». Per Di Maio «in base alla decisione della Grande Camera potremmo trovarci a dover affrontare una serie infinita di ricorsi da parte di questi detenuti, con il serio rischio di ritrovarci fuori dal carcere anche boss mafiosi e terroristi. Si andrebbero a depotenziare gli strumenti giudiziari». Ed in tal senso anche “il professore vesuviano” potrebbe avere la sua occasione con il via libera dell’Europa. Sulla vicenda interviene anche il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra che evidenzia: «Se i boss sperano ora di uscire dal carcere, addirittura potendo far causa allo Stato italiano per ingiusta detenzione, è perché l’Europa continua a mostrare indifferenza per le mafie, salvo poi sdegnarsi quando queste “eccedono” al di fuori dei confini italici – e conclude – Se questo in Europa non si capisce, tanta gente di mafia ringrazierà».

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