Capri premia Poggiomarino


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Cosa hanno in comune ” ‘e Pastur” di Poggiomarino  e Capri, l’sola che tutto il mondo ci invidia? Una mente fantasiosa come la mia, risponderebbe Anema e Core, con ciò non  intendendo il noto locale della movida caprese, ma dell’anima e del cuore profuso per la storia contemporanea, dal prof. Giuseppe Palmisciano.



Ma una mente poco fantasiosa stenterebbe ancora a capire, solleticata, però, dalla curiosità di conoscere il senso della domanda.

Il Premio Capri- San Michele: ecco la risposta.

La Giuria della XXXVI ed. del premio San Michele- Capri, premia due cittadini di Poggiomarino, consegnando il premio Comunicazione al Prof. Palmisciano per  l’ opera : ” La Carità” di Ludovico da Casoria, ed il premio Giovani al dott. D’Avino per essere uno degli autori dell’opera : ”EurHope. Un sogno per l’Europa, un impegno per tutti”, di cui mi occuperò nel prossimo articolo.

Non avendo la presunzione di riuscire a contenere in un solo articolo il lavoro dedicato a Ludovico da Casoria, durato ben 4 anni, mi limiterò, a raccontarvi ciò che mi ha colpito di quest’ uomo, divenuto santo per la sua carità, partendo dalle sue stesse parole: ”Fare e continuamente fare tutto il bene che si può, adoperando tutti i mezzi possibili”. Questo era il motto di Ludovico da Casoria.

Per padre Ludovico la carità non doveva solo cercare la risorsa, ma diventare il mezzo per creare delle  nuove opere di carità, in una logica di continuità ciclica; egli fece della Provvidenza e della Fede le uniche stampelle per reggersi in mezzo alle tante miserie della Napoli postunitaria, quella fatta di povertà, malattia e analfabetismo. La sua prima opera di carità (ne seguirono numerose) e che, concretizza i suoi ideali di umanità e amore per i deboli, fu quella degli Accattoncelli, ospizi che offrirono a cinquantamila fanciulli napoletani, tolti alla strada e all’accattonaggio, non solo ricovero ma anche i rudimenti della lingua italiana.

La sua fu un’opera, prima di tutto, di catechesi e di emancipazione dal bisogno e dall’ignoranza, attraverso un’ illuminata realizzazione di istituzioni e forme di socializzazione religiosa, votate alla riscoperta del sacro e della dimensione festiva dell’esistenza.

Il suo periodico ” La Carità”, divenne in quegli anni tumultuosi, il ponte per superare l’annosa polemica tra Stato e Chiesa; per stimolare la coraggiosa e progressiva conciliazione tra liberali e cattolici; nonchè, per sanare la delusione per la perdita di Napoli, quale capitale d’Italia.

Al professore Palmisciano va il merito di aver saputo riassumere, con abilità, la modernità dell’impegno e dell’attualità del santo, quale fervido operatore di carità e animatore culturale del cattolicesimo liberale nella Napoli ottocentesca. Ancora, il merito di aver saputo condurre il lettore, attraverso un’attenta analisi della vita e dell’ operato del frate di Casoria, alla convinzione, più intima e più profonda che ” la scienza umana non è scienza vera e feconda, se dall’intelletto non penetra nel cuore e non vi accende il fuoco della carità operante”.

Brevi cenni sull’autore :

Giuseppe Palmisciano è laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno e in Storia della Chiesa presso l’Università Pontificia Gregoriana di Roma; dottore di ricerca in Storia Contemporanea e assegnista di Ricerca presso l’Università degli Studi di Salerno. E’ stato docente di Storia Contemporanea nell’Università statali di Viterbo e Bari, di Storia delle costituzioni dell’Ottocento nell’Università Federico II di Napoli. E’ docente di Storia della Chiesa moderna e contemporanea presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sez. San Tommaso. Attualmente borsista di ricerca all’Università Pio V di Roma e Direttore degli archivi e della biblioteca della Diocesi di Nocera Inferiore- Sarno.

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