In principio fu lei: Louise Veronica Ciccone, al secolo “Madonna”. Croci e crocette indossate su camicette scollate ed aderentissime, una canzone (ed un video!), “Like a prayer”, che insieme ai tour seguenti le valsero ben tre scomuniche ed il boicottaggio da parte di Papa Giovanni Paolo II. Inutile dire che il fenomeno Madonna produsse l’effetto contrario sulle giovani dei coloratissimi ’80: ho un ricordo nettissimo di mia madre che danza al ritmo delle sue canzoni, coinvolgendo me e mio fratello, piccoli teppistelli di casa; così come ho impresso nella memoria il momento dell’uscita da scuola… Tutte queste mamme-bambine sorridenti, abbigliate alla stregua della loro pop star preferita; mono-orecchini, croci, perline e strass un po’ ovunque. Uno spettacolo!

Eliana Iuorio, Lady in the City

La verità, è che i simboli religiosi si indossano per tre motivi: da credente che sfiora la superstizione (quasi fossero amuleti!); per seguire una moda; o perché semplicemente ci piace indossare quel gioiello lì o quel vestito là. I tempi sono cambiati e di certo oggi Madonna non sarebbe incorsa in alcuna scomunica, un po’ come chi, come me, si è innamorata al primo sguardo di due bijoux molto particolari, realizzati da sapienti mani artigiane, protagonista il cuore ex voto: gli orecchini della sarda Alessandra Pontis, designer per il suo shop “VeniceStyle” e la collana della siciliana Enrica, di “DettagliDiModa”. Queste due artiste (che trovate su etsy.it) creano oggetti bellissimi e di carattere, da non farti passare di certo inosservata, ma con delicatezza. Il “cuore sacro” diventa gioiello prezioso e mai irrispettoso, da oggetto devozionale a simbolo laico, carico – però – di una immensa energia positiva.

Collana di Dettagli di Moda

Il mondo della moda ha adottato i simboli sacri da anni, così come il cuore ex voto; la fashion designer campana Daria D’Ambrosio ne è un fulgido esempio: le sue collezioni sono uniche, vere opere d’arte così femminili e così belle da far girare la testa (e non solo a me, eh!); c’è chi, poi, ha lasciato la toga per inseguire cuori ex voto in Messico: parlo di Giulia Patuelli e del suo marchio “Pink Pampas”; un progetto nato per passione, per salvaguardare le tradizioni artigiane locali e dare visibilità a questi artisti, e che oggi vanta clienti in tutto il mondo.

L’abito di Daria D’Ambrosio

Il Messico è una terra a me particolarmente cara. Le sue tradizioni, i colori, la filosofia di vita, il cibo, ne fanno davvero il paese – quasi – ideale. Chi mi conosce, poi, sa bene quanto ami Frida Kahlo, la straordinaria Frida Kahlo, ed è proprio pensando a lei, ai suoi ex voto dipinti, che mi sono “messa in cammino”, per ricercare notizie su questo mondo così profondo e reale, dove le persone si mettono a nudo per chiedere aiuto e senza alcun imbarazzo condividono con gli altri il ringraziamento a chi – secondo la propria visione – li ha aiutati, sorretti, supportati, “graziati”. La Chiesa della Madonna dell’Arco, come lo stesso Santuario di Pompei, dalle nostre parti, offrono tanti esempi in merito. Consiglio a chi non ci sia mai stato di andarci per riflettere sulla nostra natura e guardarsi un po’ più nell’anima. Quanto al rapporto simboli religiosi e moda… Anche indossare una mala buddista, od un’hamsa (la cd. Mano di Fatima), amuleto tipico delle religioni musulmana ed ebraica, dovrebbe indurci a riflettere; questa estate ho visto soprattutto “hamsa” ovunque: dai pendenti per gli orecchini a cerchio, alle collane, bracciali… Il dibattito nasce non solo quando si utilizzano simboli cristiani, da sfoggiare “per moda”, ma sapete cosa penso? Che si può indossare un po’ quel che ci piace, importante è conoscere l’origine, il significato ed il valore dei simboli che portiamo addosso. Altrimenti corriamo il rischio di sembrare tanti pappagalli, uno uguale all’altro, senza personalità e senza senno; ogni scelta, anche in fatto di moda, deve essere dettata dal proprio gusto e da un minimo di riflessione.

The Red Cadillac

Detto questo, e citata Frida, non può che venirmi in mente una serata splendida trascorsa al “The Red Cadillac” di Union, in New Jersey; un ristorante caratteristico che offre agli avventori tutte le delizie della vera cucina messicana. Tra queste, i tacos più buoni che abbia mai assaggiato. Che ne dite, di prepararne qualcuno per le vostre cene con gli amici?

Vi occorrono, per le tortillas:

75 gr. di farina 0
75 gr. di farina di mais fioretto
1 cucchiaio di olio d’oliva
Pizzico di sale
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
Acqua q.b.

In una ciotola capiente, versate le farine, il sale ed il bicarbonato; aggiungete il cucchiaio d‘olio d’oliva e mano a mano versate dell’acqua; lavorate l’impasto con le dita, fino a quando otterrete un composto liscio ed omogeneo. Lasciate riposare l’impasto per 30 minuti a temperatura ambiente ed in seguito lavoratelo di nuovo brevemente, suddividendolo in sei palline delle stesse dimensioni. A questo punto, stendete ogni pallina con un matterello, formando uno strato sottile di impasto, su di un piano leggermente infarinato. Potrete ottenere delle tortillas di forma perfettamente rotonda se appoggerete sulla sfoglia dell’impasto un coperchio o un piatto delle dimensioni adatte, di cui seguire il contorno con un coltello, in modo da eliminare le parti in eccesso, che verranno unite alle altre palline di impasto prima di stenderle.

Per effettuare la cottura delle tortillas è necessario servirsi di una piastra per panini. Lasciate cuocere circa due minuti per lato, abbassando il coperchio. Per non far indurire le tortillas in attesa della cena o del pranzo, posizionatele una sopra all’altra in un piatto, che ricoprirete con un panno da cucina inumidito.

Per il ripieno:

2 cucchiai di olio di oliva

500 gr. di carne macinata mista (maiale e manzo)

1 cipolla

1 peperone verde

Peperoncino q.b.

Paprika piccante q.b.

Sale e pepe q.b.

4 pomodori

Foglie di lattuga

Salsa chili o guacamole

Versate l’olio in una padella ben calda, aggiungete la carne macinata e fate sfriggere un po’ a fuoco vivace, fin quando non sarà dorata; aggiungete la cipolla e il peperone tritati e lasciate stufare con coperchio per circa 10 minuti. Quasi a fine cottura aggiustate di sale e pepe e unite paprika e peperoncino.

Lavate i pomodori e tagliateli a fettine sottile, lavate l’insalata e tagliatela a julienne.

Farcite ogni tortilla con la carne stufata, qualche fettina di pomodoro e la lattuga, piegatele in due e servite i vostri tacos caldi accompagnati da salsa chili o guacamole.
Buon appetito e alla prossima settimana, sempre qui, sempre con la vostra Lady!