Carabiniere sommese ucciso, l’americano rinuncia al Riesame e resta in cella


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Rinuncia all’udienza del Riesame Gabriel Natale Hjorth, il giovane americano accusato di concorso in omicidio assieme a Finningan Lee Elder del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso a Roma il 26 luglio scorso. Natale resta, quindi, in carcere. «Una decisione – spiega l’avvocato Francesco Petrelli – perchè la Procura ha depositato nuovi atti al ridosso dell’udienza e il nostro assistito ne ha avuto conoscenza dalla tv. La Procura inoltre ci ha comunicato che c’è ancora attività istruttoria in corso e noi a serve tempo per analizzare con i nostri consulenti i documenti agli atti». La difesa fa riferimento anche ai risultati preliminari dell’attività del Ris che ha individuato impronte di Natale sul pannello del controsoffitto della stanza dell’albergo dove alloggiava con Elder e dove è stato nascosto il coltello utilizzato per colpire il carabiniere.



«La difesa di Natale ha rinunciato a proseguire sulla strada del Riesame, evidentemente c’erano elementi consistenti. Le impronte sono state abbastanza rilevanti, ha pesato un po’ tutto. Facciamo terminare l’ottimo lavoro che sta portando avanti la Procura di Roma». Commenta così l’avvocato Massimo Ferrandino, legale della famiglia del vicebrigadiere Mario Cerciello, la decisione dei difensori di Gabriel Natale Hjorth di rinunciare all’udienza del Riesame che avrebbe dovuto valutare la loro istanza di scarcerazione.

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