Camorra a Somma Vesuviana, slitta il processo dell’omicidio De Bernardo


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Nulla di fatto alla prima udienza del processo con rito abbreviato sull’omicidio di Vincenzo De Bernardo, l’affiliato ai Mazzarella ammazzato l’11 novembre del 2015 a Somma Vesuviana. A causa di difetti formali, il giudice per le indagini preliminari Francesco Cananzi ha dovuto aggiornare il processo che vede imputati, tra gli altri, il boss di San Giovanni a Teduccio Ciro Rinaldi detto “Mauè” e Michele Minichini. A causare il rinvio è stato il trasferimento degli imputati detenuti dal carcere di Secondigliano, trasferimento intervenuto dopo la fissazione dell’udienza prevista per l’altro ieri. Nella fissazione d’udienza, il giudice aveva infatti disposto il trasferimento in aula degli imputati. Misura non più applicabile perché nel frattempo gli imputati sono stati collocati in penitenziari fuori regione e per loro deve essere disposto il collegamento in video-conferenza. Cosa che non è stato possibile disporre. Quindi se ne parlerà il prossimo mese.



Secondo i Rinaldi decisero di uccidere De Bernardo per fare un piacere ai Sibillo di Forcella: Vincenzo De Bernardo, infatti, aveva dato rifugio a Somma Vesuviana al nipote Roberto De Bernardo, tra gli esecutori (per conto dei Buonerba) dell’omicidio del baby boss di Forcella Emanuele Sibillo. Esposito e Rinaldi, che erano comunque legati, avrebbero quindi deciso di unire le forze contro il comune nemico. Nella giornata di oggi per Rinaldi e Minichini arriverà la sentenza sul duplice omicidio del boss Raffaele Cepparulo e della vittima innocente di camorra Ciro Colonna.

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