Ferito da katana, muore dopo 7 mesi: l’arma trovata a Pomigliano


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Vincenzo Radice, il 42enne delle Case Nuove, ferito nel gennaio scorso da Emanuele Gemito, ex marito della sua attuale compagna, è spirato la scorsa notte all’ospedale Loreto Mare di Napoli. L’uomo, ricordiamolo, fu selvaggiamente ferito a colpi di katana, ma era tornato a casa. Pochi giorni fa (l’11 agosto) Radice è giunto in ospedale in stato di semi-incoscienza, lamentando forti dolori allo stomaco, ed è stato immediatamente classificato in codice rosso e trasportato in rianimazione. I medici hanno fatto tutto il possibile per salvargli la vita ma, quando l’orologio aveva da poco superato le due di questa mattina, il cuore del 42enne ha cessato di battere. Le cause della morte, stando a quanto affermano i medici, sono da ricercare in una sepsi devastante allo stomaco. L’arma del delitto, una spada giapponese, venne rinvenuta a Pomigliano d’Arco, probabilmente lanciata dalla Statale 162.



Avvertiti dall’ospedale, sono prontamente giunti anche gli agenti del commissariato Vicaria, che, su disposizione della Procura di Napoli, hanno sequestrato le cartelle cliniche la salma di Vincenzo Radice che, adesso, sarà sottoposta ad autopsia per stabilire con certezza le cause del violento decesso. Non sono mancati i momenti di tensione all’interno della struttura ospedaliera, quando i familiari del Radice, appreso della morte del loro congiunto, hanno cominciato a inveire pesantemente contro i dottori.

Vincenzo Radice, ricordiamolo, era stato ferito nel mese di gennaio da Emanuele Gemito, un pregiudicato 35enne del rione Luzzatti. L’aggressione è avvenuta in casa della sua compagna, sita in cupa Vicinale Pepe, a Ponticelli. Tutto accadde molto velocemente: la prima lite tra i due contendenti avvenne al telefono, quando l’aggressore intimò all’ex moglie di ritirare le querele a suo danno. Pochi minuti, e l’uomo ha raggiunto l’abitazione dei due, colpendo Radice allo stomaco con una spada. Il pregiudicato è stato arrestato due giorni dopo insieme a un complice, Alessio Ciampaglia, 22enne del rione Luzzatti, anch’egli già noto alle forze dell’ordine per reati contro la persona. Le accuse nei confronti di Emanuele Gemito, ovviamente, si aggravano. Adesso si tratta di omicidio volontario.

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