Don Angelo, si avvera in Guatemala il sogno del parroco vesuviano


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Dalla parte degli ultimi, i poveri del Sud del mondo. Per costruire un futuro di giustizia e benessere. Il sogno di Angelo Esposito, prete diocesano missionario in Guatemala, si concretizza tra le realtà disagiate di Tacanà comune con più di 182 villaggi situati sulla omonima catena montuosa, una delle più alte della Sierra Madre de Chiapas, grazie ad una equipe di medici, infermieri e volontari che coadiuvano il suo lavoro. Lì, in quelle terre dell’America Centrale, ci è arrivato un po’ per caso. Studi tecnici e impiego in una fabbrica metalmeccanica, approda in seminario e muove i primi passi nel paese d’origine, San Sebastiano al Vesuvio, quindi nella vicina Portici. Ma mentre esercita il ministero qui, durante un viaggio in Guatemala nel 2008 con i giovani della parrocchia, gli si prospetta l’occasione di aprire una missione in questa terra. E così i primi due anni passano a Tajumulco, poi a Tacanà. Per aiutare i più poveri nel 2011 a Portici fonda Hermana Tierra onlus, associazione di volontari laici e cristiani che persegue obiettivi di solidarietà sociale nel campo della tutela dei diritti umani e della cooperazione internazionale per migliorare la vita del popolo guatemalteco. Ed è proprio grazie ai volontari dell’associazione di queste due città che molti progetti sono stati portati a termine, attraverso raccolte fondi e campagne di sensibilizzazione.



«Ci prendiamo cura dei nuclei familiari più poveri dove la paga giornaliera di un capofamiglia contadino può oscillare tra 4-5 euro per 10-12 ore lavorative – spiega Angelo Esposito – I tassi di povertà e malnutrizione sono ancora molto alti, e il dato è ancora più triste se si considera che qui la malnutrizione infantile si aggira intorno al 75%». A Tacanà è in corso il progetto Giornate Mediche volto sia a migliorare gratuitamente la salute del bambino affetto da malnutrizione e altre patologie, che ad offrire agli adulti la possibilità di accedere alle cure mediche altrimenti difficili da ottenere. E ancora, ai più grandi si insegna a coltivare un orto o a curare centri di allevamento comunitari per garantire loro un lavoro e prodotti finiti alle famiglie. E poi c’è l’educazione: a scuola si sviluppano progetti che puntano a sottrarre i bambini al lavoro minorile migliorando la qualità dell’offerta formativa con il coinvolgimento sia delle comunita’ locali che delle istituzioni competenti. Aiutare a distanza è possibile grazie al progetto “Cuore” uno strumento di solidarietà che consiste nell’impegno etico a inviare, tramite l’associazione Hermana Tierra onlus, un contributo economico stabile e continuativo.

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