Carabiniere ucciso, trovate tracce di sangue nell’hotel: crepe tra i due americani


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Si concentrerà su alcune tracce di sangue trovate nella stanza d’albergo dove sono stati fermati Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth il lavoro degli uomini del Ris che oggi hanno effettuato un sopralluogo nell’hotel. Nella stanza 109, nel controsoffitto, era stato trovato il coltello usato presumibilmente per uccidere il vicebrigadiere di Somma Vesuviana, Mario Cerciello Rega. Le tracce ematiche saranno esaminate anche per rilevare un’eventuale compatibilità con il gruppo sanguigno della vittima. Analisi saranno effettuate anche su alcune impronte. In particolare nel controsoffitto dove è stato trovato il coltello.



Il padre di Natale ha affermato che il figlio non sapeva nulla del coltello. Insomma gli inquirenti sono alla ricerca dei dettagli che possano, una volta per tutte, fare chiarezza su quanto accaduto quella notte. Alla ricerca di tracce e particolari che possano aiutare gli inquirenti a ricostruire la dinamica dell’omicidio del militare. Quello di oggi è stato un sopralluogo durato oltre cinque ore. «I dati e i reperti raccolti questa mattina verranno adesso analizzati, per i risultati ci vorrà tempo», ha affermato l’avvocato Fabio Alonzi, difensore di Gabriel Natale Hjorth, che ha partecipato all’atto istruttorio assieme ai consulenti. Ma non solo. Sul fronte della difesa oggi è stato il giorno della mossa che da giorni si ipotizzava. Quella di chiedere l’acquisizione dei video della zona dove Cerciello è stato aggredito e ucciso. «Abbiamo presentato una richiesta ufficiale, sottoscritta anche da Elder, per l’acquisizione di tutti i video della zona. Crediamo che attraverso il video possa essere fatta chiarezza su cosa sia accaduto. Confidiamo ci siano le immagini dell’incontro tra i carabinieri e i ragazzi», ha annunciato l’avvocato Roberto Capra, difensore di Finnegan Lee Elder, reo confesso per la morte del carabiniere. Il legale ha partecipato al sopralluogo di questa mattina nell’albergo.
Una mossa, quella di chiedere l’acquisizione dei video, preceduta nei giorni scorsi da una serie di domande da parte dei consulenti americani della difesa di Finnegan Lee Rider. I legali hanno sostenuto che nelle indagini esistevano «troppe lacune» e hanno insistito sulla ricostruzione ‘frammentarià di quella notte. Per Craig Peters, consulente di Ethan Elder, padre di Finnegan, ad esempio, non sono state ancora date «risposte ad alcune domande che purtroppo riteniamo non vengano poste in questo momento su questa indagine». «In mancanza di una reiterazione della confessione di Finnegan di fronte al Gip, è azzardato dare per scontata la sua piena colpevolezza», ha più volte ribadito in queste ore il team legale. A lasciare perplessi i legali statunitensi è anche «la mancanza delle immagini dell’accoltellamento sul luogo dell’omicidio del vicebrigadiere, che impedirebbe di fornire al momento un’esatta dinamica su quanto è accaduto». Oggi la richiesta ufficiale.

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