Carabiniere di Somma Vesuviana ucciso, l’americano: «Negli Usa sarei libero con la cauzione»


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«In America c’è un sistema diverso e probabilmente non sarei stato in cella, sarei uscito su cauzione». Sono le parole di Christian Gabriel Natale Hjort, accusato insieme a Finnegan Lee Elder, di concorso in omicidio per la morte del vicebrigadiere dei carabinieri di Somma Vesuviana, Mario Cerciello Rega. Entrambi gli americani sono reclusi a Regina Coeli, dove una delegazione del Partito Radicale (Irene Testa, la tesoriera, il segretario del partito Maurizio Turco, la presidente dell’Istituto Luca Coscioni Maria Antonietta Farina Coscioni) ha fatto visita nell’ambito dell’iniziativa “Ferragosto in carcere”, un check sulle condizioni di detenzione negli istituti penitenziari italiani per renderli più trasparenti. «Natale Hjort non si è lamentato delle condizioni in cella, ci è sembrato invece molto incuriosito della nostra iniziativa. Avendo i genitori lontani, ci ha detto che li rivedrà probabilmente a settembre», dice Irene Testa, la tesoriera dei Radicali. I due americani sono tra gli oltre 1.000 detenuti reclusi a Regina Coeli, a fronte di una capienza di 616 posti letto nella struttura in evidente sovraffollamento.



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