Sedicenne del Vesuviano muore dopo incidente sullo scooter: lutto a Torre


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Sarà dura rientrare in classe e non trovarlo con noi»: una delle sue insegnanti racchiude in poche righe il dolore che oggi attraversa il Casentino. Nunzio non c’è più: lui, Nunzio Gallo, un ragazzo esplosivo, originario di Torre Annunziata e residente da qualche tempo con la famiglia vicino ad Arezzo. Un sorriso che si è spento sulla semicurva di Memmenano, faccia a faccia con l’auto contro la quale è andato a sbattere insieme all’amico. L’amico Nicholas Cherchi, un suo coetaneo; due fratelli, più che due amici, anche se Nunzio di fratelli ne ha già due e ai quali è legatissimo, compagni di scuola fino ad un anno fa. «Ho sentito l’ambulanza ho tremato» ci racconta un’altra sua amica di quella notte che Poppi, Bibbiena e soprattutto Memmenano non dimenticheranno mai. Diciassette anni li avrebbe compiuti tra qualche giorno: e la mamma Anna aveva già in serbo per lui una moto nuova, un 125 fiammante, che di sicuro lo avrebbe reso felice. E’ morto con la sua vecchia Phantom, i cui resti sono rimasti a lungo sull’asfalto.



Era il premio di una promozione brillante o forse sarebbe meglio dire sicura. Sentiamo ancora la sua insegnante, una delle insegnanti che aveva all’Isis Fermi, dove si era trasferito da un anno, all’indirizzio commerciale, dopo aver studiato a Ragioneria. «Nunzio era, difficile parlare al passato, un ragazzo stupendo. Entusiasta in tutto quello che faceva. Di una umanità estrema». La scuola dà il voto al profitto ma qui c’è un voto ancora più alto, quello alla persona. «Non studiava molto ma sopperiva con la sua intelligenza interessandosi ai problemi della vita sociale». Un piccolo leader ma anche un campioncino di umanità. Due fratelli, uno vive in Spagna, i genitori Anna e Francesco: una famiglia la cui origine è di Torre Annunziata ma incardinata profondamente qui. E le mille passioni di Nunzio. In testa il calcio, anche se ultimamente aveva lasciato gli allievi del Bibbiena, dove pure l’amico Nicholas aveva continuato a giocare e a vincere. Nicholas al quale lo univano le gite e le uscite, sempre con quel sorriso a fior di pelle.

«Un ragazzo vivace, sportivo, che si era conquistato l’amicizia e la simpatia di tutti». Attento ai più deboli. «Nella nostra scuola due ragazzi usufruiscono della 104 e Nunzio è stato uno dei primi ad aiutarli e a farli sentire parte integrante della scuola. Chi sentirà la sua mancanza sarà Cosimo, il suo compagno di classe «speciale». Una striscia di dolore che arriva fino ai suo vicini di casa, agli amici di una sera. «Lo avevo incontrato l’altro ieri, mi prendeva in giro con l’affetto di sempre».

La moto era una delle sue passioni ma non in sè, per la libertà che gli regalava, per le avventure che viveva con il suo amico. Fino all’ultima sera, fino a quegli ultimi metri percorsi insieme. Fino a quella semicurva maledetta di Memmenano, di fronte al vivaio dei fiori. «So solo che sarà duro rientrare in classe senza di lui, colmare quel vuoto e sarà difficile con i compagni fino a che non cominceranno ad accettare la perdita».

Nei prossimi giorni i ragazzi della terza, appena promossi come lui, gli diranno addio. A settembre non lo ritroveranno in classe. O forse sì, ogni volta che un sorriso o una foto riporterà a galla il ricordo dell’amico di tutti.

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