Racket da 20mila euro all’impresa agricola: processo immediati per i tre dei Veneruso-Gallo I NOMI


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Un processo breve, da celebrare saltando la fase dibattimentale, per puntare dritto allo sconto di pena. I tre aguzzini dei clan Veneruso-Gallo che nella primavera scorsa erano finiti in manette con l’accusa di aver imposto una tangente da 20mila euro a una ditta di trasporti operante all’interno del Centro Agroalimentare di Volla hanno chiesto e ottenuto, innanzi alla Settima sezione del gip del Tribunale di Napoli, di essere processati con il rito abbreviato. Stando affermato nel corso dell’udienza, gli imputati sono inoltre pronti a rendere dichiarazioni confessorie nel prosieguo del procedimento. La vicenda che li ha portati alla sbarra risale all’inizio dell’aprile scorso, quando a finire nel mirino dei clan era stata un’importante società specializzata in trasporti e logistica, la Frigo Sud Servizi, da cui gli emissari del “sistema” avevano preteso 20mila euro in contanti da «destinare ai carcerati». In caso contrario, la “tranquillità” di cui fino a quel momento l’azienda aveva goduto sarebbe presto finita. Grazie a un’inchiesta lampo della Dda di Napoli, erano così finiti in manette Giovanni Belvedere, “’o turres”, 35enne di Boscotrecase; Francesco Guida, 29enne di Torre Annunziata, figlio del boss Nicola “’o spagnuolo”, figura di vertice del clan Gallo-Cavalieri; e Antonio De Luca, 49enne ras del clan Veneruso di Casalnuovo, difeso dall’avvocato Giuseppe Perfetto.



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