Clan Rega di Brusciano, 8 condanne per racket LEGGI TUTTI I NOMI


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Otto condanne e una sola assoluzione. È questo il verdetto con cui ieri è calato il sipario sul processo di primo grado celebrato con il rito abbreviato che ha visto alla sbarra i nuovi ras del clan Rega di Brusciano, tutti a vario titolo accusati di aver messo in atto una vera e propria strategia del terrore finalizzata all’imposizione di tangenti estorsive ai danni dei commercianti. La linea della Procura ha sostanzialmente superato il primo scoglio giudiziario, ma alcune delle pene inflitte dal gup del Tribunale di Napoli si sono rivelate piuttosto al di sotto delle aspettative della pubblica accusa. Il presunto capoclan Tommaso Rega, difeso dall’avvocato Giuseppe Ricciulli, ha infatti incassato 8 anni e 10 mesi di reclusione a fronte dei 13 anni invocati dal pubblico ministero. Condanne più miti sono invece arrivate per gli altri imputati: Nicola Vallefuoco, 5 anni di reclusione in continuazione; Vincenzo Turboli, 7 anni e 10 mesi in continuazione; Maurizio Castellano, 4 anni e 6 mesi; Giancarlo Rega, 4 anni e 2 mesi; Giovanni Rega, 6 anni e 8 mesi; Tommaso Di Maio, 7 anni e 4 mesi; Diego Di Maiolo, 2 anni. L’unica assoluzione è arrivata invece per Vincenzo Vaccaro, difeso dall’avvocato Giuseppe Perfetto, per il quale la Procura aveva chiesto una condanna a 3 anni di reclusione.



Pesanti le accuse formulate a carico degli imputati. I nove aguzzini finiti in manette alla fine di giugno scorso avrebbero – secondo la ricostruzione della Dda – perpetrato una serie di attività estorsive ai danni di numerosi commercianti e imprenditori della zona di Brusciano e dintorni, perseguitati anche tramite atti di violenza e pestaggi. L’ordine di custodia cautelare era stato eseguito dai militari dell’Arma per ordine del gip del Tribunale Napoli. Gli indagati sarebbero stati responsabili di una serie di attività persecutorie con finalità di estorsione ai danni di imprenditori della provincia di Napoli: spesso, per costringere i malcapitati a pagare il pizzo, li assalivano picchiandoli o piazzando delle bombe negli esercizi commerciali. In seguito alla denuncia presentata dal commerciante picchiato dai malfattori, gli investigatori hanno fatto partire subito le indagini.

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