l re dei “cavalli di ritorno” cambia vita e incassa a sorpresa l’immediata scarcerazione. Il colpo di scena è arrivato per Rosario Quarto, 48enne di Cercola, per il quale il Tribunale di Nola ha emesso ieri mattina un’ordinanza di revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari. Tradotto, nonostante la raffica di presunte estorsioni per le quali è finito alla sbarra, lo “specialista” affronterà il prosieguo del processo a piede libero. Si è dunque rivelata vincente la linea portata avanti in aula dal difensore di Quarto, il penalista Giuseppe Perfetto, il quale ha sostenuto davanti ai giudici del collegio D del Tribunale di Nola che il proprio assistito è riuscito negli ultimi tempi a cambiare vita dopo aver trovato un impiego regolare nel settore dell’edilizia. Non solo, l’avvocato ha anche ribadito che Quarto è reduce da due pronunciamenti favorevoli: una revoca della misura di prevenzione e un’assoluzione dall’accusa di intestazione fittizia di auto e moto per non aver commesso il fatto. Da ieri mattina, dunque, il 48enne è tornato a essere a tutti gli effetti un uomo libero. Resta però sotto processo a Nola per due episodi estorsivi consumatisi sempre nell’ambito di una vicenda di “cavalli di ritorno”. Rosario Quarto, stando a quanto rilevato dalla pubblica accusa, avrebbe infatti incassato una tangente da 3.500 euro e un’altra da 2.800 per restituire ai legittimi proprietari i Suv che gli erano stati rubati pochi giorni prima. Una serie di intercettazioni ambientali eseguite dalla polizia giudiziaria all’epoca delle indagini, poi culminate nei dieci arresti del 2018, fecero emergere che lo “specialista” di Cercola, in quel periodo titolare di un’impresa di autodemolizioni della zona industriale di Napoli, faceva da tramite tra i clienti e i banditi che materialmente rubavano le vetture dei malcapitati di turno. Quella che ne sarebbe scaturita era una raffica di estorsioni: i proprietari delle macchine, infatti, per riavere indietro i propri beni erano costretti a sborsare fior di quattrini. Ma adesso, udienza dopo udienza, verdetto dopo verdetto, l’impianto accusatorio, almeno per quanto riguarda la posizione di Quarto, sembra sgretolarsi sempre più.