Poggiomarino, rigettato il ricorso per mobbing contro la comandante dei vigili


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Non c’è mobbing: a deciderlo sono stati i giudici del tribunale di Torre Annunziata, che nei giorni scorsi hanno rigettato il ricorso proposto da uno dei vigili urbani di Poggiomarino contro la comandante Rita Bonagura. Anzi, c’è di più, perché per il collegio giudicante non c’è nemmeno l’ipotesi di “straining”, cioè clima ostile all’interno del luogo di lavoro. Insomma, il tribunale dà ragione al dirigente comunale su tutta la linea, anche perché – si legge – costretta ad operare in un clima di sottorganico molto evidente. I “salti mortali”, in tal senso, più volte riportati dalle cronache per portare avanti il comando poggiomarinese. Nelle pagine della sentenza si leggon alcune circostanze che per i giudici non configurano alcun reato, né comportamenti messi in atto per danneggiare l’agente. Tra i fatti riportati nei documenti anche un corso di aggiornamento che il ricorrente non avrebbe svolto a causa della comandante ma «di cui non c’è alcuna prova», mentre invece emerge che lo stesso abbia invece partecipato regolarmente ad altri due corsi professionali. E poi altri casi in cui il vigile ha lamentato un trattamento che ha interpretato come mobbing, mentre invece per il collegio si è trattato di nulla di più che di difficoltà per reperire materiale umano in un comando che, come ben noto, è ridotto all’osso dal punto di vista numerico. E tra le carte spunta anche un elogio di servizio conferito dallo stesso comandante all’agente per alcune operazioni condotte dal punto di vista delle cessioni di fabbricato ed alle denunce di ospitalità. Il tal senso, dunque, il Comune vince un round importante in aula.



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