Hamza ha lasciato l’ospedale di Nocera Inferiore dove era ricoverato da oltre tre mesi dopo essere caduto da circa 12 metri in via Iervolino a Poggiomarino. Un miracolo dell’Umberto I che ha tenuto in vita il 15enne di origine marocchina le cui speranza erano davvero ridotte al lumicino. Il ragazzo si trova ora in un centro di riabilitazione dell’area vesuviana dove adesso cercherà di recuperare almeno in parte le funzioni perse con le gravi feriti riportate alla testa. I genitori, in tal senso, hanno voluto ringraziare i medici che hanno tenuto in cura il ragazzo per quasi 100 giorni, in particolare i neurochirurghi Giovanni D’Onofrio e il primario Giovanni Giugliano; l’anestesista Daniele Scarano, la dottoressa Italia Odierna e Gianmaria Chicone del reparto di Rianimazione.

Il piccolo Hamza insieme ai genitori

Al ragazzo, arrivato in condizioni disperate, è stata eseguita una craniotomia decompressiva perché il cervello aveva un ematoma subdurale ed edema massivo, poi in un secondo momento è stato sottoposto, quando le condizioni lo hanno consentito, a cranioplastica ricostruttiva con protesi in titanio. Hamza ha purtroppo perso l’uso dell’udito e della vista a sinistra. Inoltre ha avuto la febbre alta per tanti giorni e gli è stata fatta una tracheotomia che ha tenuto per circa 50 giorni.

Il neurochirurgo Giovanni D’Onofrio, uno degli angeli custodi di Hamza

Le preghiere della comunità islamica e cristiana hanno sicuramente fatte sentire la vicinanza alla famiglia che mai si è sentita sola. I familiari, come detto, desiderano ringraziare dal profondo del cuore tutte le equipe medico-infermieristico e ausiliare della Rianimazione e Neurochirurgia del l’Umberto I di Nocera dove Hamza è arrivato con speranze di vita ridotte al lumicino il 19 marzo, giorno della Festa del Papà. I medici D’Onofrio e Scarano hanno buttato il cuore oltre l’ostacolo e di giorno e di notte, hanno fatto ciò che qualcun altro avrebbe potuto rimandare al giorno dopo. Un esempio di non buona, ma ottima sanità anche in Campania.