«È giusto che sette persone che scioperano bloccano una ferrovia e lasciano a piedi decine di migliaia di pendolari?”. A porsi la domanda è il presidente dell’Ente Autonomo Volturno, Umberto De Gregorio, che fa riferimento all’astensione di quattro ore (dalle 9 alle 13) attuata ieri dagli aderenti alla Faisa Confail. «’Allo sciopero – spiega De Gregorio – su 1.550 addetti in sevizio, hanno aderito 19 agenti, di cui undici macchinisti, sette addetti alla circolazione treni e un ausiliario. Le linee vesuviane, per l’adesione di quattro addetti alla circolazione, sono rimaste completamente ferme; le flegree, per l’adesione di tre addetti alla circolazione e nove macchinisti, sono rimaste completamente ferme. Le altre linee di esercizio non hanno risentito di alcun effetto dello sciopero. L’Eav – prosegue il presidente – in questi mesi ha avviato un tavolo di trattativa con tutte le organizzazioni sindacali per una nuova regolamentazione finalizzata alla ricerca di un giusto equilibrio tra il diritto indiscutibile allo sciopero ed il diritto alla mobilità dei cittadini, ugualmente indiscutibile. La nuova regolamentazione proposta alle organizzazioni sindacali (simile a quella vigente in Atac Roma imposta dalla commissione di garanzia) è tesa a contemperare gli effetti ultrattivi che uno sciopero con un’adesione pari all’1,22% genera nei confronti dell’utenza. Confidiamo – è l’auspicio di Umberto De Gregorio – nel senso di responsabilità delle organizzazioni sindacali che correttamente tutelano i diritti dei lavoratori, ma che contestualmente devono garantire il diritto alla mobilità dei cittadini, che non può essere negato dallo sciopero di sette persone. Su questo tema credo sia giusto aprire una riflessione pubblica».