Il testimone di giustizia Gennaro Ciliberto, ex dirigente d’azienda di Somma Vesuviana che rivelò infiltrazione della criminalità organizzata nelle grandi opere, ha iniziato lo sciopero della fame per richiamare l’attenzione sulla sua situazione e più in generale sulla situazione dei testimoni di giustizia.

«Sono di fronte al Viminale – dichiara – e ho deciso di iniziare lo sciopero della fame, perchè in vista di un’udienza del processo in calendario il 5 maggio a Roma, chiedo che mi sia data la scorta, che mi viene negata. Chiedo inoltre il cambio di nominativo per poter scomparire: io sono un morto che cammina, ho denunciato colletti bianchi e camorristi», dice. «Ho chiesto i permessi e sto dormendo in auto – aggiunge – e ho avvisato il Viminale, perchè siano messi al corrente il ministro Salvini e i sottosegretari». L’uomo ha anche problemi di salute.