Omicidio Tafuro-Liguori: chiesto l’ergastolo per Eugenio D’Atri


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Alle dichiarazioni che Eugenio D’Atri ha reso nella scorsa udienza, il pubblico ministero non ha creduto. Eugenio D’Atri aveva provato ad alleggerire la propria posizione rimbalzando la responsabilità della morte di Francesco Tafuro e Domenico Liguori su Nicola Zucaro, che è stato già condannato al carcere a vita. Ma ieri mattina il pm antimafia Scarfò ha chiesto ai giudici della terza sezione della Corte d’Assise di Napoli di condannare l’imputato alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno per un anno. Dal canto suo D’Atri è tornato a rendere dichiarazioni spontanee, ancora una volta per scaricareogni colpa su Zucaro e perdire di essere dispiaciuto per quanto accaduto alle due vittime. Dopo la requisitoria, hanno preso la parola gli avvocati di parte civile e la difesa. La procura ha dunque chiesto una replica e l’udienza è stata rinviata alla prossima settimana per la sentenza. Tafuro e Liguori, due bravi ragazzi, lavoravano in un centro scommesse a Somma Vesuviana, lo stesso che D’Atri, un precedente penale per droga risalente all’ottobre del 2007 e una parentela con alcuni spacciatori del rione di edilizia Conocal di Ponticelli, frequentava come cliente. I due ragazzi avevano anticipato una somma che D’Atri aveva perso al gioco (circa 24mila euro) e quando lo incalzarono per avere i soldi, lui – secondo la prospettazione accusatoria – decise di liberarsi di loro.



Tafuro e Liguori vennero attirati in trappola e uccisi a colpi di pistola: i loro corpi furono ritrovati in via Olivella a Saviano; uno dei cadaveri era nella macchina di Tafuro, l’altro era all’esterno. Era il 16 febbraio 2016. I due ragazzi capirono troppo tardi di essere caduti in una trappola. All’omicidio parteciparono anche Domenico Altieri (che si pentì subito dopo l’arresto) e Nicola Zucaro. I due scelsero di essere processati con il rito abbreviato e sono stati già condannati. La sentenza venne emessa dal gip a luglio 2017: Zucaro fu condannato all’ergastolo mentre Altieri fu condannato a 12 anni, gli vennero riconosciute le attenuanti per la collaborazione con la giustizia. Secondo la ricostruzione offerta da Altieri, D’Atri e Zucaro pianificarono l’omicidio; Altieri condusse le vittime in via Olivella a Saviano dove si è consumato l’omicidio. La sentenza è stata confermata in Appello. Prima del verdetto Zucaro rese una dichiarazione spontanea con la quale confessò il duplice omicidio: «Ho ucciso io quei ragazzi. Ho sbagliato e chiedo perdono. Voglio pagare la mia pena ma non per tutto il resto della mia vita».

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