Il generale Mori a Terzigno: «La mia vita accanto a Falcone e Borsellino»


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Quarant’anni al servizio dello Stato come ufficiale dei carabinieri, quarant’anni in cui ha lavorato al fianco di uomini che hanno scritto la storia recente d’Italia. Una vita votata al sacrificio, all’abnegazione, all’investigazione ed alla ricerca di dottrine nuove affinché la giustizia trionfasse sempre e comunque contro le mafie e la criminalità in genere. Questo è Mario Mori, generale dei carabinieri, oggi in quiescenza, che è stato ospite della città di Terzigno per la presentazione del libro “oltre il terrorismo”. L’evento culturale sapientemente organizzato dal presidente del consiglio comunale della cittadina vesuviana Giuseppe De Simone, ha vissuto due importanti momenti. Nella mattinata l’alto ufficiale dell’Arma dei carabinieri ha incontrato gli alunni della scuola media “Giuseppe Giusti” per una lezione sulla legalità. Accompagnato dal collega Generale Ubino, l’ex comandante del Ros ha ammaliato ai giovani alunni alla presenza della dirigente scolastica Rosa Rosanna e del corpo docente. La visita alla cittadin vesuviana del Gen. Mori è poi proseguita per il Castello Mediceo di Ottaviano, luogo simbolo della rivincita dello Stato contro la criminalità organizzata. Obbligatoria poi una tappa nel Parco Nazionale del Vesuvio presso l’azienda vitivinicola gestita da Andrea Forno per una degustazione dei piatti tipici vesuviani. A seguire il Generale Mori ha poi incontrato la cittadinanza di Terzigno nella sala consiliare. A portare i saluti dei terzignesi il primo cittadino Francesco Ranieri accompagnato dall’assessore Alfredo Ranieri e dai consiglieri Tina Ambrosio, Salvatore Carillo, Biagio Ferraro, Mariagrazia Sabella ed Autilia Carillo.



«Nella mia vita di carabiniere ho sempre sognato di fare l’investigatore», ha specificato Mori, un mestiere difficile che ho intrapreso seguendo le orme ed i consigli del Generale Dalla Chiesa con il quale iniziai a collaborare da giovane capitano nella capitale durante gli anni di piombo e l’uccisione dell’Onorevole Aldo Moro. Una figura per me importante, un uomo con una capacità di anticipare i tempi come pochi altri, a lui si deve tra le tante cose, l’istituzione, nei primi inizi degli anni 90, della creazione del Ros, il reparto dell’elité dell’arma nato per contrastare la criminalità organizzata ed il terrorismo con specifiche competenze. Della mia carriera, ha sottolineato Mori, non dimenticherò le attività di indagini svolte a Palermo con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due eroi immolatisi per contrastare il potere della mafia. Siciliani che sapevano come arginare l’ascesa delle cosche perché conoscitori attenti del tessuto sociale palermitano. Speravo che dopo la morte di Falcone, lo Stato avesse adeguatamente protetto anche Borsellino, cosa che purtroppo non è stata”. Dopo alcune domande poste dai presenti il generale Mori ha ricordato il periodo al comando del SisdeE e delle complesse attività investigative volte a prevenire attentati terroristici in Italia. «Il nostro Paese fino ad oggi non è stato colpito da attentati di matrice terroristica islamica perché il nostro servizio di intelligence è riuscito sempre ad intercettare potenziali minacce sradicando sul nascere organizzazioni e cellule. Abbiamo una organizzazione basata sullo scambio reciproco di informazioni sensibili con i paesi del Magherb e del medio oriente che ci consentono di prevenire eventuali attentati. L’Italia rispetto agli altri paesi europei è riuscita a mitigare l’effetto del terrorismo islamico perché nel nostro tessuto sociale l’islam non è radicato e né ci sono proseliti votati al fondamentalismo». Al termine sono arrivati i ringraziamenti del presidente del consiglio Giuseppe De Simone visibilmente soddisfatto per come si è svolta la giornata. «Sono orgoglioso per aver portato una personalità come il Gen. Mori nella nostra cittadina ed aver consentito ai giovani di confrontarsi da vicino con un uomo delle Istituzioni che tanto ha dato al bene dell’Italia affinché la giustizia e lo Stato in ogni occasione avessero sempre soverchiato la criminalità ed il terrorismo. Voglio ringraziare il Gen. Mori ed il Gen. Ubino per averci onorato della loro presenza e per aver lasciato un messaggio positivo e di speranza sia per i giovani che per i tanti cittadini che nelle libere istituzioni ancora credono. Un mio personale ringraziamento, ha concluso De Simone, al giornalista Genny Galantuomo per aver trattato con grande professionalità i temi emersi durante la presentazione».

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