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Il boss Salvatore Batti era legato a Cutolo, poi passò ai rivali dei Fabbrocino

I traffici di droga del clan Batti, detti i “milanesi”, perchè il capoclan Salvatore, un tempo legato alla Nco di Raffaele Cutolo, in affari con la ‘ndrangheta e poi affrancatosi dai Fabbrocino, a Milano aveva interessi, erano tali che un sequestro di denaro da parte delle forze dell’ordine era “nu poco ‘e perdenza”. L’indagine dei carabinieri e della Guardia di Finanza che ha portato ieri a 11 arresti nel corso del tempo ha appunto portato a diversi sequestri. Il 14 febbraio 2014, a Ottaviano, è stato arrestato Felice Sabbatino, trovato in possesso di 54 dosi di stupefacente, per un peso di 19,5 grammi cocaina; il 28 febbraio 2014, sempre a Ottaviano, in manette Michele Tufano, che aveva 120 dosi di stupefacenti, pari a 60 grammi di cocaina; il 12 settembre 2014 finisce in carcere Giuseppe Boccia, che ha 6 fucili, illecitamente detenuti; il 10 settembre 2014 trovati e sequestrati circa 450.000 euro in contanti, suddivisi in svariati pacchi di cellophane sottovuoto e sotterrati all’interno di una cantina, ritenuti essere una piccola parte dei guadagni del boss Alfredo Batti nei traffici illeciti di stupefacente. E il boss, parlando al telefono del sequestro subito, lo definiva appunto “un poco di perdita” e che gli erano stati presi soltanto “gli spiccioli”, a dimostrazione delle ingenti somme di denaro di cui disponeva il gruppo.

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