Il boss Salvatore Batti era legato a Cutolo, poi passò ai rivali dei Fabbrocino


7851

I traffici di droga del clan Batti, detti i “milanesi”, perchè il capoclan Salvatore, un tempo legato alla Nco di Raffaele Cutolo, in affari con la ‘ndrangheta e poi affrancatosi dai Fabbrocino, a Milano aveva interessi, erano tali che un sequestro di denaro da parte delle forze dell’ordine era “nu poco ‘e perdenza”. L’indagine dei carabinieri e della Guardia di Finanza che ha portato ieri a 11 arresti nel corso del tempo ha appunto portato a diversi sequestri. Il 14 febbraio 2014, a Ottaviano, è stato arrestato Felice Sabbatino, trovato in possesso di 54 dosi di stupefacente, per un peso di 19,5 grammi cocaina; il 28 febbraio 2014, sempre a Ottaviano, in manette Michele Tufano, che aveva 120 dosi di stupefacenti, pari a 60 grammi di cocaina; il 12 settembre 2014 finisce in carcere Giuseppe Boccia, che ha 6 fucili, illecitamente detenuti; il 10 settembre 2014 trovati e sequestrati circa 450.000 euro in contanti, suddivisi in svariati pacchi di cellophane sottovuoto e sotterrati all’interno di una cantina, ritenuti essere una piccola parte dei guadagni del boss Alfredo Batti nei traffici illeciti di stupefacente. E il boss, parlando al telefono del sequestro subito, lo definiva appunto “un poco di perdita” e che gli erano stati presi soltanto “gli spiccioli”, a dimostrazione delle ingenti somme di denaro di cui disponeva il gruppo.



Vuoi restare sempre aggiornato sulle notizie della tua città? Iscriviti al nostro servizio Whatsapp CLICCA QUI PER SCOPRIRE COME FARE