I TESORI VESUVIANI: La storia ed i reperti di Ottaviano


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Ottaviano è la Terra degli Ottavi, la culla della cultura vesuviana. Nulla Le manca: arte, storia, cultura, tradizioni ed un pizzico di criminalità. Gli abitanti nel 1900 erano 8300 circa mentre oggi si contano circa 23.800 residenti. Le origini risalgono al Bronzo Antico con i ritrovamenti archeologici in località alveo Zennillo, Zabatta, Montevergine. I reperti più importanti sono conservati nei depositi della Sovrintendenza Archeologica a Cimitile, Pompei, Boscoreale e al Museo Archeologico di Nola. Fu teatro di battaglie. Quella del Somma-Vesuvio del 73 a.c. con il gladiatore Spartaco, fu combattuta da ribelli per una libertà non raggiunta. Ville rustiche romane sono rintracciabili in via Ferrovia dello Stato (Masseria libbrai), ai Seggiari (Villa del Console dotata di un mosaico eccezionale). Si aggiungono: la villa di Castelvetere, di Montevergine, del Pensatore, del Boscariello, della Trofa ed infine quella al confine tra Ottaviano e Piazzolla di Nola, dove mancano solo i saggi per sapere con certezza se è la Villa dove è morto il primo Imperatore Cesare Ottaviano Augusto. Tutte in proprietà private e tutte meritano di essere portate alla luce.



Tra gli attrattori turistici ottavianesi primeggia “Il Castello”, trasformato in Palazzo dai Medici. Esso fa da padrone. Assurge a simbolo del “Potere” da secoli e non solo per Ottajano. Altri gioielli: le Chiese, la Porta Naturale del Parco Nazionale del Vesuvio, il Sentiero N.1 che conduce al Gran Cono da dove si possono ammirare la flora e la fauna vesuviana. La festa in onore del Santo Patrono San Michele è tra le più rinomate della Campania e la giornata dedicata esclusivamente alla devozione patronale è l’8 maggio con il Volo degli Angeli nelle maggiori piazze. Il centro storico potrebbe dare lo start   per uno sviluppo turistico, al momento di tipo escursionistico-occasionale. I vicoletti del centro sono in pietra lavica, lavorata magistralmente nei secoli precedenti e che affascina i visitatori. L’agricoltura e il commercio sono poco sviluppati; poche, del resto, le industrie. Il settore principale è quello impiegatizio. L’enogastronomia è caratterizzata dai vini del monte e da piatti tipici come pasta e piselli, favetta, pasta con i frutti secchi come noci, nocciole e pinoli. Secondo alcuni studiosi il “lecchinaggio” è nato proprio in questa terra dalla “Gens Ottavia”. Infine, Ottaviano è associata alla criminalità organizzata, formatasi già in epoca non recente ad opera di qualche Brigante. E ai tempi di Al Capone la cittadina non scherzava!

*biologo naturalista

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