Home Cronaca I ragazzi del fondo “Nicola Nappo”: «Minacciati e danneggiati dalla camorra»

I ragazzi del fondo “Nicola Nappo”: «Minacciati e danneggiati dalla camorra»

«In questi primi nove mesi di gestione del bene confiscato abbiamo subito di tutto: minacce, danneggiamenti, un intero fabbricato devastato, ma nonostante tutto siamo andati avanti nelle attività, facendo persino molto più di quanto avessimo immaginato: sono stati piantati mille alberi da frutto, avviata l’elicicoltura, le coltivazioni ortive, il progetto degli orti urbani, risanato il Fondo e tanto altro ancora». A dirlo in un posto su Facebook sono i volontari del fondo Nicola Nappo, dedicato appunto al giovane di Poggiomarino ucciso per errore dalla camorra. I terreni confiscati su cui lavorano erano del superboss Pasquale Galasso e si trovano in via Nuova San Marzano, proprio sul confine di Scafati.

I volontari spiegano: «Ma la constatazione più amara che dobbiamo fare su questi mesi è un’altra: l’ostacolo più grande non sono state le minacce della camorra, ma l’indifferenza e l’abbandono delle istituzioni. In particolare il Comune di Scafati, a cui invano in questi mesi abbiamo chiesto aiuto e supporto su diverse questioni, ricevendo soltanto indifferenza e chiusura. Più volte abbiamo invitato i Commissari a visitare il bene confiscato, per toccare con mano gli enormi progressi fatti, ma anche le difficoltà su cui soltanto la collaborazione del Comune poteva essere decisiva: in dieci mesi, i Commissari non hanno trovato mai nemmeno un quarto d’ora per venire a toccare con mano questa vittoria dello Stato sulla camorra, che però aveva e ha bisogno anche del supporto delle istituzioni. Un atteggiamento che troviamo gravissimo e incomprensibile. Ci sentiamo in dovere di fare questa denuncia, perché bisogna raccontare quello che funziona ma anche quello che non funziona. E purtroppo, dobbiamo dirlo, qui cittadini e associazioni stanno facendo tantissimo, ma le istituzioni locali sono del tutto assenti e indifferenti. Noi andiamo avanti, con più coraggio e determinazione che mai, e proprio nei prossimi giorni avvieremo altre attività importanti, come la coltivazione del Pomodoro San Marzano. Speriamo che anche le istituzioni si decidano a fare la loro parte».

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