Le immagini di quelle esequie fecero il giro d’Italia. La “Eredi Cesarano” organizzo l’ultimo addio a Vittorio Casamonica, boss dell’omonimo clan di Roma, con una carrozza nera trainata da cavalli, petali lanciati dal cielo, la musica tratta dalla colonna sonora de Il Padrino. La “Eredi Cesarano” è una delle ditte per le quali la Dda di Napoli ha ottenuto i sigilli giudiziari perchè riusciva ad aggirare l’interdittiva antimafia avvalendosi di ditte apparentemente “pulite” ma “autorizzate” dalla camorra. L’impresa di pompe funebri era stata infatti sequestrata tre anni dopo il funerale show nel cuore di Roma, celebrato nel 2015. Le sette società sequestrate ieri sono ritenute riconducibili alla famiglia Cesarano di Pompei, imprenditori legati a doppio filo al potente clan Polverino di Marano, nel Napoletano; ventuno gli indagati, ai quali i pm contestato i reati di associazione mafiosa, inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, trasferimento fraudolento di valori, illecita concorrenza e anche l’aggravante mafiosa. I carabinieri, che hanno iniziato a indagare nel novembre del 2018, infiltrandosi nei funerali tra Marano di Napoli, Calvizzano, Quarto e Pozzuoli, curati per gli inquirenti da ditte compiacenti nelle province di Napoli, Caserta e Frosinone. Funerali fatti da ditte senza problemi che però avevano alle spalle quelle interdette. In altri casi inoltre i Cesarano hanno costituito ex novo società intestate fittiziamente. Le altre ditte coinvolte nell’inchiesta sono la “La Fenice”, “Cesarano Funeral Flegrea”, “Organizzazione Funebre Cesarano”, “A.C. Cesarano”, “Cesarano Trasporti Funebri”.