Cutolo torna d’attualità; dopo 35 anni ecco la ristampa del libro sulla sua storia di camorra


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Dopo trentacinque anni dalla prima edizione, la Polidoro ha scelto di ripubblicare il libro cult di Giuseppe Marrazzo “Il Camorrista”, da cui Giuseppe Tornatore ha tratto il celebre film omonimo, con i contributi di Franco Roberti, Sandro Ruotolo, Isaia Sales e Giuseppe Tornatore. Negli anni Settanta la camorra, da fenomeno locale, si trasforma in una grande macchina di potere, una mostruosa piovra che allunga i suoi tentacoli su un’intera regione. Raffaele Cutolo (nella foto) è l’artefice di questo cambiamento, un ragazzo di Ottaviano arrestato per avere ucciso un uomo per un banale litigio. In carcere Cutolo costruisce il suo potere, il suo carisma, il suo ruolo “prestigioso” di capo di un’organizzazione che si estende in tutta Italia: la Nuova Camorra Organizzata. Giuseppe Marrazzo con questo libro (nel riquadro), avvincente come “Il padrino” ma documentato sulle testimonianze e le rivelazioni del protagonista, compone un diario del “professore”.



Una storia esemplare e allucinante, ma soprattutto una storia vera, raccontata con il piglio del grande romanzo d’azione. Giuseppe Marrazzo, (Nocera Inferiore il 19 marzo del 1928 – Roma, 27 febbraio 1985), detto il Pulitzer di Nocera, ha cominciato giovanissimo l’attività giornalistica nel quotidiano napoletano “Il Mattino d’Italia”. Ha lavorato come inviato in molti quotidiani e settimanali nazionali tra i quali “Omnibus”, “Epoca”, “Tempo Illustrato”. In televisione inizia a collaborare con inchieste e servizi dal, 1965, a Tv7, Cordialmente, Europa Giovani e, infine, ad Az, un Fatto come e perché, la rubrica per la quale realizzò le maggiori inchieste sulla Mafia, sulla ’Ndrangheta, sul traffico della droga, sulla Camorra. Su questi aspetti della vita italiana ha proseguito con puntuali approfondimenti per la rubrica Dossier e per il Tg2. Viene considerato uno degli inviati di punta del Telegiornale. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra i quali il Premiolino Bagutta, il Pontano, il Premio Marcello Torre. Nel 1978 è stato dichiarato Cronista dell’Anno.

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