Home Attualità Accolto a Terzigno, Jamba è morto a 23 anni: «Ridateci il corpo»

Accolto a Terzigno, Jamba è morto a 23 anni: «Ridateci il corpo»

«Il nostro fratello Jamba è morto. Aveva 23 anni e tanta voglia di vivere. Un brutto male lo ha stroncato, nonostante le cure e l’assistenza accorta dei medici e infermieri dell’Ospedale Cotugno Napoli. Anche a loro va il nostro ringraziamento». Ad annunciarlo sono le Acli di Napoli, che raccontano: «Ha vissuto gli ultimi momenti sempre cosciente e con coraggio. Quello mostrato sempre in questi anni. Quello che gli ha fatto affrontare difficoltà e tragedie vissute prima di essere riconosciuto rifugiato in questo paese. Lo avevamo conosciuto nel 2015 e insieme a lui e ad altri richiedenti asilo avevamo dato vita ad una lotta importante perché fossero riammessi nel programma di accoglienza dopo che erano stati messi fuori ingiustamente da un centro a Terzigno. Vincemmo una battaglia sia legale che morale denunciando il malaffare degli speculatori e dell’accoglienza di stato. Si unirono a noi tante associazioni e gente solidale, tanti fratelli e sorelle immigrati.

Le Acli spiegano ancora: «In questi anni ci siamo tenuti vicini e grazie a lui abbiamo conosciuto e aiutato tante persone. Ci siamo incontrati spesso e non ci siamo persi neanche quando è andato a cercar fortuna in Austria senza riuscirci. lo abbiamo rivisto a Napoli già gravemente malato e in ospedale dove era stato portato dai compagni del presidio medico dell’Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo, di qui abbiamo potuto stargli vicino solo per qualche giorno. Ora vorremmo per volontà della famiglia riportare a casa il suo corpo. Come potete immaginare le spese sono tante. Abbiamo cosí pensato di chiedere una mano a tutti coloro che ci conoscono per riuscirci. È un ultimo impegno che ci prendiamo consapevoli di rendergli cosí ancora merito per la solidarietà che pur nella sua breve vita ha sempre dimostrato. Chiunque voglia aiutarci può farlo donando direttamente a noi o raccogliendo a sua volta. Grazie. Associazione antirazzista interetnica “3 febbraio” sta raccogliendo fondi per far rientrare la salma nel paese di origine. Come Acli Napoli abbiamo deciso di fare da punto di raccolta fondi per far si che la famiglia di Jamba riesca nell’intento: è possibile donare dal lunedì al venerdì tutte le mattine dalle 9.30 alle 13. Un sentito ringraziamento a tutti», conclude la nota.

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