Somma Vesuviana, omicidio Tafuro-Liguori, D’Atri confessa a metà


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Ha ammesso di avere partecipato al duplice omicidio di Francesco Tafuro e Domenico Liguori, ammazzati a Saviano nel febbraio 2016, ma al tempo stesso ha provato a ridimensionare le proprie responsabilità, “rimbalzando” su Nicola Zucaro (già condannato per questa vicenda) la decisione omicidiaria. Ieri mattina Eugenio D’Atri, tra mille contraddizioni, ha reso le sue dichiarazioni al processo in Corte d’Assise sulla morte di due bravi ragazzi, uccisi a colpi di pistola perché D’Atri non voleva saldare un debito che aveva con loro. A riportare la notizia è il quotidiano Roma oggi in edicola. Tafuro e Liguori erano i titolari del centro scommesse a Somma Vesuviana, lo stesso che D’Atri, un precedente penale per droga risalente all’ottobre del 2007 e una parentela con alcuni spacciatori del rione di edilizia “Conocal” di Ponticelli, frequentava come cliente. I due ragazzi avevano anticipato una somma che D’Atri aveva perso al gioco e quando lo incalzarono per avere i soldi, lui – secondo la progettazione accusatoria – decise di liberarsi di loro. Tafuro e Liguori vennero attirati in trappola e uccisi a colpi di pistola.



All’omicidio parteciparono anche altre due persone: Domenico Altieri (che si pentì subito dopo l’arresto) e Nicola Zucaro. I due scelsero di essere processati con il rito abbreviato e sono stati già condannati. La sentenza venne emessa dal gip a luglio del 2017: Zucaro fu condannato alla pena dell’ergastolo mentre Altieri fu condannato a 12 anni, gli vennero riconosciute le attenuanti per la collaborazione con la giustizia. Secondo la ricostruzione offerta da Altieri, D’Atri e Zucaro pianificarono l’omicidio; Altieri condusse le vittime in via Olivella a Saviano dove si è consumato l’omicidio. La sentenza è stata confermata in Appello.

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